
Dopo i blocchi degli autotrasportatori, i sindacati segnalano nuovi aumenti. Borrelli chiede controlli e interventi contro le possibili speculazioni
CASERTA – Il prezzo dei carburanti torna al centro delle polemiche in Campania. Dopo i blocchi degli autotrasportatori e le difficoltà segnalate nella distribuzione delle merci, i sindacati dei tassisti denunciano nuovi rincari alla pompa. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni di categoria, il costo del carburante sarebbe passato da una media compresa tra 2,10 e 2,20 euro al litro a valori tra 2,30 e 2,37 euro.
Un aumento che riaccende le preoccupazioni di chi utilizza l’auto per lavorare e di intere categorie professionali, per le quali il carburante rappresenta una voce importante dei costi quotidiani. A intervenire sulla vicenda è Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, che chiede al Governo di verificare le ragioni dei rincari e di intervenire qualora emergessero comportamenti speculativi.
I tassisti denunciano nuovi rincari alla pompa
La segnalazione arriva dai sindacati dei tassisti campani, che riferiscono di un incremento dei prezzi proprio in una fase caratterizzata da tensioni nella logistica e negli approvvigionamenti.
Il passaggio dai precedenti valori medi di 2,10-2,20 euro al litro ai prezzi indicati tra 2,30 e 2,37 euro rappresenterebbe, se confermato dai rilevamenti, un ulteriore aggravio per gli operatori del settore. Per i tassisti, infatti, ogni aumento del carburante incide direttamente sulle spese necessarie per svolgere il servizio.
Al momento, tuttavia, i rincari segnalati non dimostrano da soli l’esistenza di una speculazione. Per stabilire le cause degli aumenti sono necessari dati aggiornati e verifiche sui prezzi applicati lungo la filiera, tenendo conto anche delle differenze tra distributori e delle diverse tipologie di carburante.
Borrelli attacca il Governo: «Verificare subito»
Sulla vicenda è intervenuto Francesco Emilio Borrelli, che contesta quella che considera una risposta troppo rapida sul fronte della repressione delle proteste e, a suo giudizio, non altrettanto incisiva sul controllo dei prezzi.
«Siamo davanti a una speculazione palese sulla quale il Governo deve intervenire immediatamente», dichiara il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra.
Borrelli richiama quindi la linea adottata dall’esecutivo nei confronti degli autotrasportatori e dei manifestanti che hanno bloccato le strade, chiedendo perché, secondo la sua valutazione, non venga mostrata la stessa fermezza nei confronti di chi potrebbe approfittare delle difficoltà negli approvvigionamenti per aumentare i prezzi.
Si tratta di una contestazione politica che accompagna la richiesta di controlli. L’obiettivo, secondo il parlamentare, deve essere quello di accertare se gli aumenti siano giustificati dall’andamento dei costi oppure se vi siano comportamenti irregolari da contrastare.
«Non possono pagare sempre lavoratori e cittadini»
Il deputato insiste sulle conseguenze economiche che i rincari possono avere per i lavoratori e per le famiglie. Un aumento del carburante, infatti, può incidere sui costi delle attività professionali e sulle spese quotidiane di chi si sposta in auto.
«Non possono essere sempre lavoratori e cittadini a pagare il conto», afferma Borrelli, chiedendo di accertare immediatamente le cause degli aumenti, avviare verifiche sull’intera filiera e intervenire contro eventuali fenomeni speculativi.
La richiesta riguarda quindi non soltanto i prezzi esposti nelle stazioni di servizio, ma anche i passaggi della distribuzione che concorrono alla formazione del costo finale per i consumatori.
La richiesta di chiarimenti in Parlamento
Borrelli annuncia inoltre che la prossima settimana chiederà in Parlamento al Governo di riferire sulla situazione e sulle iniziative che intende assumere per affrontare il problema.
Il parlamentare conclude richiamando il principio di legalità, sostenendo che debba essere applicato anche nei confronti di eventuali condotte speculative e non soltanto in occasione delle proteste.
La questione resta ora legata alla verifica dei prezzi segnalati e all’eventuale avvio di controlli da parte delle autorità competenti. Per i tassisti campani, intanto, il timore è che ulteriori aumenti possano pesare ancora sui bilanci delle attività, in una fase già segnata dalle tensioni sul fronte dei trasporti e dei rifornimenti.
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