
CASAPESENNA/SANTA MARIA A VICO/CASAL DI PRINCIPE. Dietro gli arresti nell’inchiesta sulla ricostruzione post-terremoto nelle Marche emerge un retroscena che riguarda il presunto sistema utilizzato per superare i controlli antimafia. Quando un’impresa incontrava ostacoli nelle verifiche prefettizie, i lavori sarebbero stati trasferiti ad altre società riconducibili agli stessi imprenditori. Un meccanismo che, secondo la Direzione distrettuale antimafia di Ancona, avrebbe favorito anche soggetti ritenuti vicini alla fazione Zagaria del clan dei Casalesi.
L’operazione della Guardia di Finanza ha portato a otto misure cautelari, 51 indagati e sequestri per oltre 57 milioni di euro. I contratti finiti sotto la lente degli investigatori raggiungerebbero complessivamente 233 milioni.
Al centro dell’inchiesta figurano i fratelli Giuseppe e Raffaele Diana, di Casapesenna, e Antonio Esposito, originario di San Cipriano d’Aversa. Secondo l’accusa, avrebbero gestito attraverso prestanome diverse società impegnate nei subappalti della ricostruzione.
Il collegamento sarebbe stato rappresentato dall’imprenditore marchigiano Enrico Crucianelli, attraverso aziende che avrebbero ottenuto numerose commesse pubbliche.
Giuseppe Diana è marito di Raffaella Zagaria, estranea all’indagine, nipote del boss Michele Zagaria.
I NOMI DEGLI INDAGATI
L’inchiesta coinvolge persone residenti in diverse regioni. Nel Casertano figurano Pasqualino Allocco (Casal di Principe), Domenico Amato (Santa Maria a Vico), Ignazio Aversano (Frignano), Raffaele Diana, Antonio Esposito, Antonio Falanga e Giuseppe Zara (Casapesenna), Loreta Esposito (Casal di Principe), Domenico Mastroianni (Piana di Monte Verna), Giovanni Pacilio (Castel Volturno) e Crescenzo Zara (Villa Literno).
Gli altri nominativi sono Michele Albanese, Gianluca Ascari, Francesco Ascenzi, Domenico Avignone, Erika Bartolucci, Cataldo Brunetti, Gian Piero Brunetti, Antonio Cervigni, Stefania Chiappalone, Vincenzo Chiappalone, Marco Cimorosi, Enrico Crucianelli, Giuseppe Diana, Antonio Ezechielli, Alberto Franca, Maria Galatà, Mirella Gerace, Andrea Intermesoli, Yuri Licopoli, Vincenzo Mammarella, Gian Luca Marucci, Renato Minato, Bruno Mogliani, Francesco Pighi, Giovanni Pighi, Fabio Pistarelli, Roberto Pistarelli, Vito Poderico, Michele Pompili, Fiorenzo Principi, Francesco Quadraccia, Alessia Rossi, Gianluca Rossi, Luigi Russo, Vincenzo Sicari, Adrian Tanasie, Francesco Tomassetti, Tiziano Tozzi, Michele Salvatore Tripodi e Marco Valle.
Tra le altre città di residenza compaiono Macerata, Modena, Roma, Fermo, Fabriano, Camerino, Tolentino, Civitanova Marche, Sassoferrato, Fiano Romano, Gioia Tauro e Taurianova.
Le contestazioni sono ancora al vaglio della magistratura. Per tutti gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

