
MADDALONI. Secondo giorno consecutivo di mobilitazione per gli studenti del liceo Giordano Bruno di Maddaloni, che anche oggi, venerdì 23 ottobre, proseguono la protesta per denunciare il caro vita, i tagli all’istruzione e le difficoltà che coinvolgono il mondo della scuola.
A spiegare le ragioni della mobilitazione sono i rappresentanti degli studenti Lorenzo Monda, Nicola Di Caprio, Lorenzo Monaco e Nicola Valente Vitale, che hanno deciso di affidare a una lettera aperta le richieste della comunità studentesca.
«Il 23 ottobre è il secondo giorno di mobilitazione degli studenti del G. Bruno e le nostre ragioni sono ancora qui, più forti che mai», si legge nel documento.
Al centro della protesta ci sono il caroaffitti, l’aumento dei prezzi del carburante e il costo della vita, fattori che, secondo i ragazzi, incidono sempre più pesantemente sulle famiglie e sul diritto allo studio.
Gli studenti denunciano anche le condizioni delle strutture scolastiche, parlando di aule fatiscenti e di insufficienti investimenti nell’istruzione.
Nella lettera non mancano critiche al Governo, accusato dai manifestanti di non fornire risposte adeguate al malcontento che sta alimentando le proteste in diverse zone d’Italia.
Un altro punto della mobilitazione riguarda l’aumento delle spese destinate al riarmo, rispetto al quale gli studenti chiedono di privilegiare gli investimenti nella scuola e nelle opportunità per le nuove generazioni.
«Non manifestiamo perché non vogliamo studiare, ma perché vogliamo una scuola migliore e un futuro accessibile a tutti», sottolineano i rappresentanti del Giordano Bruno.
La richiesta rivolta alle istituzioni è quella di aprire un confronto concreto sulle problematiche denunciate, garantendo maggiori risorse all’istruzione e condizioni adeguate per gli studenti.
«Chiediamo ascolto, risposte concrete e investimenti. Il diritto allo studio non deve diventare un privilegio per chi può permetterselo», conclude la lettera aperta, che richiama anche una celebre frase di Nelson Mandela sull’importanza dell’istruzione come strumento per cambiare il mondo.
La mobilitazione prosegue dunque dopo la prima giornata di ieri, con gli studenti del Giordano Bruno intenzionati a mantenere alta l’attenzione sulle loro rivendicazioni.

