
San Marco Evangelista. Cresce la preoccupazione tra i residenti di via San Marco Vecchia, a San Marco Evangelista, per il progetto di installazione di un’antenna per la telefonia mobile presso un’abitazione privata. Per questo motivo sta nascendo il Comitato NO Antenna Via San Marco Vecchio SMEV, al quale stanno aderendo numerose famiglie della zona.
La mobilitazione nasce dalla volontà di tutelare la serenità dei residenti e di ottenere risposte chiare sulle possibili ricadute dell’installazione. In un territorio dove diverse famiglie hanno già affrontato, o stanno affrontando, situazioni legate a gravi malattie, la prospettiva di un nuovo impianto alimenta timori e interrogativi, soprattutto per la salute e il benessere dei bambini.
«Non vogliamo alimentare allarmismi, ma chiediamo di essere ascoltati e coinvolti in una decisione che riguarda direttamente la nostra quotidianità. Non possiamo essere messi di fronte a scelte già definite senza un confronto preventivo».
Il Comitato chiede alla società interessata di riconsiderare la localizzazione dell’impianto, valutando soluzioni alternative che tengano maggiormente conto del contesto abitativo.
In particolare, viene sollecitata l’apertura urgente di un tavolo di confronto tra la società, l’Amministrazione comunale e una rappresentanza dei residenti, per esaminare ogni possibile alternativa e individuare una soluzione condivisa.
La richiesta assume particolare rilevanza alla luce del regolamento recentemente approvato dal Comune in materia di localizzazione e installazione degli impianti di telefonia mobile. Il Comitato invita pertanto tutte le parti a confrontarsi nel rispetto delle disposizioni comunali e delle esigenze della popolazione.
«Il nostro è un impegno costruttivo, ma determinato. Siamo pronti a promuovere iniziative di sensibilizzazione e mobilitazione pacifica affinché le nostre preoccupazioni non vengano ignorate».
Il Comitato ribadisce infine la propria disponibilità al dialogo, rivolgendo un appello alla società e all’Amministrazione comunale.
«Non chiediamo privilegi, ma attenzione, trasparenza e responsabilità. Dietro ogni abitazione ci sono famiglie, bambini e persone che meritano ascolto. Chiediamo di fermarsi, confrontarsi e valutare alternative concrete prima di procedere con l’installazione».

