
San Felice a Cancello. Per il sindaco Emilio Nuzzo c’è sicuramente qualcosa da rivedere sulla comunicazione istituzionale e sulle fughe in avanti all’interno della sua maggioranza.
Negli ultimi giorni alcuni assessori e consiglieri sono usciti con post di autoelogio e di congratulazioni nei confronti dell’operato dell’amministrazione e in merito alle condizioni del Comune, giudicato completamente rivoluzionato (lasciate che siano gli altri a dirlo, organzzatevi in modo diverso ndr).
Qualcuno ha anche rincarato la dose andando, in modo un po’ gratuito, a stuzzicare l’ex sindaco Giovanni Ferrara, la cui risposta non si è fatta attendere.
Così ha sbottato il quasi 50enne commercialista: “Parlare di «anni di immobilismo» o di opere realizzate «per la prima volta nella storia» di San Felice a Cancello è facile. Più difficile è riconoscere che molti interventi inaugurati oggi nascono da progetti avviati negli anni precedenti. Il nastro si taglia in un giorno, ma dietro ci sono anni di lavoro.
Quanto alla definizione agevolata dei tributi locali, l’ho sollecitata da semplice cittadino, perché la legge lo consente e tante famiglie ne hanno bisogno. Il merito non è mio, ma di una comunità che ha chiesto questa opportunità.
Lo dico senza polemiche né rancore: tutti, indipendentemente dalla propria condizione economica, sociale o lavorativa, hanno il diritto di esprimersi sul futuro della città. Chi amministra dovrebbe ascoltare le proposte, senza preoccuparsi di chi le avanza e senza tentare di intimidire o zittire le voci critiche.
Piuttosto, servirebbero risposte concrete. La zona industriale è ferma, con progetti ancora bloccati. L’ospedale continua a vivere una situazione di incertezza. Le strutture scolastiche non rispondono pienamente alle esigenze dei ragazzi. A Cancello Scalo e Polvica restano aperte le questioni della vivibilità, della qualità dell’aria e delle bonifiche. Intanto si investono risorse in piazze che, a mio giudizio, risultano meno belle e funzionali di prima, come piazza Giovanni XXIII e Castra Marcelli.
Chi continua a parlare del passato rischia di dimenticare le responsabilità del presente.
In Italia e in Europa i giovani chiedono spazio, ascolto e partecipazione. Ogni forma di violenza va condannata con fermezza, ma le loro istanze non possono essere ignorate. I giovani non sono soltanto il futuro: sono già il presente. Mi auguro che da loro emerga una nuova classe politica, più preparata, equa, solidale e vicina ai cittadini, capace di offrire una visione chiara della città. Sarò il primo a sostenerla.
I meriti non diventano esclusivi per decreto. Le responsabilità di oggi, invece, appartengono a chi amministra oggi.
Chiudo qui, per non sottrarre altro tempo agli assessori: San Felice a Cancello ha bisogno di delibere e risposte, non di post sui social.
Fin qui le parole di Ferrara, giusto per ricordare alla maggioranza un proverbio: Chi si loda s’imbroda.
Auspichiamo in tempi celeri anche all’introduzione dello streaming dei consigli comunali, di sicuro sarebbe cosa gradita e magari lo spunto per ricevere qualche complimento dall’esterno.

