
VALLE DI SUESSOLA. Sette condanne e una sola assoluzione. È questo il verdetto pronunciato oggi, lunedì 19 ottobre, dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nel processo a carico di otto imputati coinvolti nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli su un presunto giro di spaccio di sostanze stupefacenti attivo tra Caserta, San Nicola la Strada, San Marco Evangelista, Maddaloni e San Felice a Cancello.
Il collegio giudicante, presieduto da Rosa Stravino, con i giudici a latere Valeria Maisto e Marina Napolitano, ha emesso la sentenza al termine del dibattimento e delle discussioni dei difensori.
I verdetti
La pena più elevata è stata inflitta a Carmine Valentino (foto a dx), condannato a 11 anni di reclusione. Per Giovanni Cioffi sono stati disposti 10 anni e 6 mesi, mentre Emilio Perreca è stato condannato a 10 anni e 4 mesi.
Condanna a 8 anni e 3 mesi per Gennaro Morgillo (foto), 7 anni e 9 mesi per Vincenzo Maione, 6 anni e 10 mesi per Filomena Rocco e 6 anni e 8 mesi per Marco Iovino.
L’assoluzione
L’unico imputato assolto è il 41enne di Santa Maria a Vico Antonio Nuzzo, assistito dagli avvocati Raffaele Carfora e Michele Nuzzo. Nel corso del processo i due legali avevano contestato la riconducibilità al loro assistito delle conversazioni intercettate dagli investigatori, comprese quelle avvenute attraverso sistemi di messaggistica.
La difesa aveva concentrato le proprie argomentazioni sulla cosiddetta droga parlata, sostenendo l’assenza di elementi sufficienti per attribuire direttamente a Nuzzo i dialoghi utilizzati dall’accusa per ricostruire le presunte attività di spaccio.
La decisione del Tribunale, che ha pronunciato l’assoluzione dell’imputato, rappresenta un risultato significativo per la linea difensiva sostenuta dagli avvocati Carfora e Nuzzo. Le motivazioni della sentenza consentiranno di conoscere nel dettaglio le valutazioni del collegio.
Nel corso della requisitoria, il sostituto procuratore Luigi Landolfi, della Dda di Napoli, aveva sollecitato pene per complessivi 128 anni di carcere, con richieste comprese tra 12 e 26 anni. Il Tribunale ha disposto condanne complessivamente pari a 61 anni e 4 mesi di reclusione, oltre all’assoluzione di Antonio Nuzzo.
Secondo la ricostruzione della Procura antimafia, il gruppo avrebbe gestito un’attività di vendita di stupefacenti attraverso un sistema di consegne itineranti. Gli appuntamenti con gli acquirenti sarebbero stati concordati telefonicamente oppure attraverso WhatsApp e Facebook, utilizzando anche espressioni considerate dagli investigatori riconducibili al traffico di droga.
Le difese, durante le discussioni iniziate a luglio e proseguite fino alla conclusione del processo, avevano sollevato dubbi sulla consistenza dei riscontri investigativi, sull’interpretazione delle intercettazioni e sull’attribuzione delle singole condotte agli imputati.
La sentenza pronunciata oggi chiude il giudizio di primo grado. Per conoscere le motivazioni dettagliate della decisione bisognerà attendere il deposito del provvedimento.
Nel collegio difensivo figurano, tra gli altri, gli avvocati Vittorio Luigi Fucci, Valerio Alfonso Stravino, Giuseppe Stellato, Igino Nuzzo, Michele Nuzzo, Raffaele Carfora, Orlando Sgambati e Giovanni De Lucia.

