
Gioia Sannitica. Una notte caratterizzata da una serie di scosse di terremoto nell’area del Matese, tra le province di Caserta e Benevento. Cinque eventi sismici sono stati registrati tra le 00:40 e le 03:49 di domenica 18 ottobre, con magnitudo comprese tra 2.0 e 2.6.
Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), la prima scossa è stata rilevata alle 00:40, con magnitudo 2.6 ed epicentro localizzato a 4 chilometri a nord-est di Gioia Sannitica, in provincia di Caserta, a una profondità di circa 14 chilometri.
Poco più di mezz’ora dopo, alle 01:13, una seconda scossa di magnitudo 2.3 è stata registrata a 4 chilometri a ovest di Cusano Mutri, nel Beneventano, a una profondità di 17 chilometri.
L’attività sismica è proseguita alle 02:02, quando i sismografi hanno rilevato un altro terremoto di magnitudo 2.6, questa volta con epicentro a 5 chilometri a ovest di Cusano Mutri e ipocentro a 16 chilometri di profondità.
Alle 02:23 è stata registrata una quarta scossa di magnitudo 2.0, localizzata a 3 chilometri a ovest di Cusano Mutri, a una profondità di 11 chilometri.
L’ultimo evento della sequenza riportata dall’INGV si è verificato alle 03:49, con magnitudo 2.2 ed epicentro individuato a 2 chilometri a ovest di Cusano Mutri, a una profondità di 16 chilometri.
Le scosse della scorsa settimana
La nuova serie di terremoti arriva a otto giorni dalle due scosse registrate sabato 10 ottobre nella zona di Gioia Sannitica.
In quell’occasione, alle 12:22 e alle 12:23, la terra aveva tremato due volte nell’arco di appena un minuto, con eventi entrambi di magnitudo 3.2.
Gli epicentri erano stati individuati rispettivamente a 3 e 4 chilometri a sud-ovest di Gioia Sannitica, a profondità di 9,6 e 10,7 chilometri.
L’area del Matese è storicamente interessata da attività sismica e viene costantemente monitorata attraverso la rete dell’INGV. Le cinque scosse registrate durante la notte hanno interessato una zona compresa tra il territorio casertano di Gioia Sannitica e quello beneventano di Cusano Mutri.
Gli eventi, tutti di magnitudo relativamente contenuta, potrebbero essere stati avvertiti da parte della popolazione residente nelle località più vicine agli epicentri, soprattutto durante le ore notturne.

