Certificati medici falsi per le pensioni di invalidità: mossa per 14, 4 rischiano arresto

Casal di Principe. La Procura di Napoli Nord ha presentato appello contro la decisione del Tribunale delle Libertà nell’inchiesta della Guardia di finanza sui presunti certificati medici falsi utilizzati per ottenere pensioni di invalidità. L’impugnazione riguarda le misure cautelari applicate a 14 persone, tra cui professionisti e operatori di strutture di assistenza fiscale.

I sostituti procuratori Giovanni Corona, Maria Cristina Bonomo e Giulia Basile ritengono che i provvedimenti disposti dal gip Pia Sordetti non siano sufficienti a contenere il rischio che, secondo l’accusa, possano essere commessi altri reati. Per questa ragione i pm chiedono misure più restrittive.

La richiesta di arresti domiciliari riguarda quattro indagati: Vincenzo Simeone, ex consigliere comunale di Casal di Principe e indicato dagli inquirenti come titolare di fatto del Caf finito al centro dell’indagine; Iolanda Di Caterino, legale rappresentante del patronato dell’associazione “Lega Comunale Uila” di Casal di Principe; Gianluca Simeone, descritto come stretto collaboratore di Vincenzo; e Antonio Cantile, avvocato.

Per Vincenzo Simeone, Di Caterino e Gianluca Simeone, il gip aveva disposto la sospensione per un anno dalle attività di assistenza fiscale e giudiziaria svolte attraverso Caf o strutture analoghe. Nei confronti di Cantile, invece, la richiesta cautelare avanzata in precedenza era stata respinta. Ora la Procura sollecita per tutti e quattro la misura degli arresti domiciliari.

L’appello coinvolge anche altri dieci professionisti, tra cui medici e avvocati. Secondo la ricostruzione investigativa, alcuni avrebbero redatto perizie non veritiere mentre svolgevano l’incarico di consulenti tecnici del tribunale. Per loro i pm chiedono la sospensione dall’attività di consulente tecnico e il divieto di esercitare la professione medica.

La Procura sostiene inoltre che nell’inchiesta emergerebbe un vincolo associativo. Il Caf di Casal di Principe, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato utilizzato come punto di riferimento per predisporre certificazioni mediche false, funzionali alle richieste di pensione di invalidità. Le contestazioni dovranno essere valutate nelle successive fasi giudiziarie; per gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino a una sentenza definitiva. La richiesta passerà ora al vaglio dei giudici competenti per la decisione.

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