
La richiesta di assistenza domiciliare per una donna di 84 anni sarebbe rimasta in attesa per giorni. I familiari chiedono chiarimenti sui tempi del servizio
Marcianise. Una richiesta di assistenza sanitaria domiciliare, un’attesa durata diversi giorni e una consegna arrivata quando ormai non serviva più. È quanto segnalato dai familiari di una donna di 84 anni, la signora Francesca, residente in via Cremona, nella zona del rione San Giuliano, deceduta nei giorni scorsi dopo un periodo caratterizzato da problemi di salute e difficoltà respiratorie.
Una vicenda che solleva interrogativi sui tempi di attivazione dei servizi sanitari territoriali e sulle procedure seguite per garantire l’assistenza ai pazienti che ne hanno necessità.
La richiesta presentata quasi due settimane prima del decesso
Secondo quanto raccontato dai familiari, l’anziana aveva manifestato problemi respiratori e, dopo essere stata male, si era resa necessaria la disponibilità di bombole di ossigeno presso la propria abitazione. La famiglia si era quindi attivata attraverso le procedure previste dall’ASL Caserta per ottenere la fornitura domiciliare.
La richiesta sarebbe stata presentata circa 12-13 giorni prima del decesso, ma nei giorni successivi le bombole non sarebbero state consegnate.
Stando alla testimonianza raccolta, ai familiari sarebbe stato riferito che, a causa dell’indisponibilità di personale infermieristico, era necessario attendere che gli operatori terminassero altri interventi precedentemente programmati.
Il decesso e i funerali celebrati sabato
Nel frattempo le condizioni di salute dell’84enne sono peggiorate, fino al decesso avvenuto nei giorni scorsi. La famiglia ha quindi organizzato le esequie, celebrate sabato scorso, 10 ottobre, dando l’ultimo saluto alla donna. Il marito Tommaso e gli altri familiari hanno dovuto affrontare la perdita della loro congiunta mentre la richiesta di fornitura di ossigeno, secondo quanto riferito, risultava ancora senza un concreto riscontro.
Questa mattina la consegna delle bombole
L’episodio che ha spinto i familiari a segnalare la vicenda si è verificato questa mattina, lunedì 12 ottobre. Gli operatori incaricati della fornitura si sarebbero infatti presentati presso l’abitazione di via Cremona per procedere alla consegna delle bombole di ossigeno richieste nei giorni precedenti.
Una consegna arrivata quando la destinataria dell’assistenza era ormai deceduta e si erano già svolti anche i funerali. Una circostanza che ha suscitato amarezza tra i familiari, i quali si interrogano sulle ragioni per cui non sia stato possibile attivare il servizio durante i giorni in cui l’anziana era ancora in vita.
Gli interrogativi sui tempi dell’assistenza
La vicenda pone una serie di questioni che meriterebbero un approfondimento, a cominciare dalla data di acquisizione della richiesta, dall’eventuale autorizzazione della pratica e dai tempi previsti per la consegna delle bombole. Sarebbe inoltre utile comprendere se il ritardo sia stato effettivamente determinato dalla carenza di personale o da altre difficoltà organizzative.
Naturalmente, non vi sono elementi per sostenere che una consegna più tempestiva avrebbe modificato l’evoluzione delle condizioni cliniche della donna.
Il punto della segnalazione riguarda esclusivamente i tempi e le modalità di risposta alla richiesta di assistenza domiciliare. Ci starebbe bene un chiarimento che possa ricostruire l’iter amministrativo e sanitario della pratica e spiegare per quale motivo gli operatori siano arrivati presso l’abitazione soltanto dopo il decesso e la celebrazione dei funerali.
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