
Casal di Principe. È ricercato Luciano Donadio, imprenditore originario di Casal di Principe e considerato dagli investigatori al vertice dell’organizzazione di matrice casalese insediata a Eraclea, nel Veneziano. Gli agenti della Polizia di Stato si sono presentati nella sua abitazione per notificargli l’ordine di carcerazione, conseguente alla condanna definitiva a 30 anni di reclusione, ma non lo hanno trovato. Da quel momento sono iniziate le ricerche.
Si è invece presentato nel carcere di Melfi Raffaele Buonanno, anche lui originario di Casal di Principe e ritenuto il braccio destro di Donadio. Per lui la pena definitiva è di 29 anni.
I due sono tra i destinatari dei 24 provvedimenti esecutivi emessi dopo la conclusione dell’iter giudiziario. La vicenda riguarda un’organizzazione criminale riconducibile al clan dei Casalesi, attiva nel Veneto orientale e radicata in particolare a Eraclea.
La Quinta sezione della Corte di Cassazione si è pronunciata martedì sui ricorsi presentati contro le decisioni della Corte d’Appello di Venezia, confermando nella sostanza le condanne per 24 imputati. Le pene, comprese tra tre e trent’anni, sono state inflitte per diversi reati, tra cui associazione mafiosa, usura, estorsione, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Contestate anche altre condotte aggravate dal metodo mafioso o dalla finalità di agevolare l’organizzazione. Per tre posizioni è stato disposto un nuovo giudizio davanti alla Corte d’Appello.
Le operazioni di esecuzione hanno coinvolto Squadra Mobile della Questura di Venezia, Carabinieri e Guardia di Finanza, con il supporto della sezione investigativa dello SCO di Venezia. Hanno partecipato anche le Squadre Mobili di Caserta e Potenza, reparti dei Carabinieri di Napoli, Caserta e Cosenza e della Guardia di Finanza di Caserta e Venezia. In campo oltre cento operatori.

