Falsi incidenti e indennizzi pilotati: chieste condanne per medici, avvocati e giudici

Ospedale di Caserta indagati 28 persone

Casal di Principe/Santa Maria Capua Vetere. La Procura ha chiesto complessivamente 43 anni e 6 mesi di reclusione nel processo che vede coinvolti avvocati, giudici di pace e medici nell’inchiesta sui presunti falsi incidenti stradali utilizzati per ottenere risarcimenti dalle compagnie assicurative.

Davanti al giudice Monica Ciancio del Tribunale di Roma, il sostituto procuratore Alessia Natale ha formulato le richieste di condanna al termine della requisitoria. La pena più alta, 6 anni e 8 mesi, è stata chiesta per l’avvocato civilista Giuseppe Luongo. Per il giudice di pace Maria Gaetana Fulgeri la richiesta è di 5 anni e 10 mesi, mentre per Rodosindo Martone è di 5 anni e 8 mesi. Chiesti 5 anni per Bruno D’Ursio.

Per gli avvocati Vincenzo Castaldo, Michele Zagaria e Michele Chirico il pm ha invocato 4 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno, mentre per il medico Giuseppe Michele D’Amico la richiesta è di 4 anni.

Disposta anche la confisca collegata al presunto profitto illecito derivante dalle contestazioni di corruzione, per un valore superiore ai 300mila euro. Il processo tornerà in aula verso la fine di settembre per la lettura del dispositivo.

L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Caserta e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, avrebbe ricostruito un sistema basato su incidenti stradali fittizi e pratiche risarcitorie pilotate.

Secondo l’accusa, alcuni professionisti avrebbero seguito l’intero percorso delle pratiche, mantenendo rapporti con consulenti tecnici, medici e legali delle compagnie assicurative. Gli investigatori avrebbero riscontrato schemi ricorrenti nei sinistri: investimenti di pedoni sulle strisce, persone in bicicletta e, in alcuni casi, l’assenza delle forze dell’ordine sul luogo del presunto incidente.

Le persone utilizzate come false vittime, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero state reclutate soprattutto nelle periferie di Casal di Principe e remunerate con somme comprese tra 150 e 500 euro.

Al centro dell’inchiesta anche tre giudici di pace di Santa Maria Capua Vetere che, secondo l’ipotesi accusatoria, in cambio di denaro avrebbero emesso decisioni favorevoli alle richieste di risarcimento presentate dagli avvocati. Le responsabilità definitive saranno stabilite dal tribunale.

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