
CARINOLA. La Corte d’Appello di Napoli ha confermato l’assoluzione di Pietro Cirella, 45 anni, di Francolise, ed Eugenio Galluccio, 59 anni, di Carinola. I due imputati erano finiti sotto processo per una vicenda legata alla gestione dei servizi funebri sul territorio carinolese.
Cirella, difeso dagli avvocati Stellato e Sgambato, e Galluccio, assistito dall’avvocato Edoardo Razzino, erano stati condannati in primo grado dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere a otto anni di reclusione. La sentenza era stata successivamente annullata in Appello, con l’assoluzione di entrambi.
La parte offesa del procedimento era Antonio Gravino, 36 anni, originario di Santa Maria La Fossa e rappresentato dall’avvocato Motta. Secondo l’impostazione accusatoria, Cirella e Galluccio avrebbero agito insieme per costringere Gravino a non svolgere la propria attività nel settore delle onoranze funebri nel Comune di Carinola.
Le contestazioni riguardavano presunte minacce formulate in occasione dei funerali di un cittadino del posto. Per l’accusa, il comportamento attribuito ai due imputati sarebbe stato finalizzato ad assicurare ad altre imprese il controllo delle attività funebri nella zona. All’episodio era stata inoltre attribuita l’aggravante del metodo mafioso.
I giudici di secondo grado non hanno però ritenuto dimostrata la responsabilità degli imputati. Dopo la precedente decisione assolutoria, gli atti erano tornati alla Corte d’Appello per una nuova valutazione di alcuni elementi testimoniali.
Al termine del nuovo giudizio, i magistrati napoletani hanno nuovamente escluso la sussistenza delle accuse, confermando l’assoluzione di Pietro Cirella ed Eugenio Galluccio.

