
Marcianise. Proseguono ad emergere nuovi particolari dalle carte dell’inchiesta sugli appalti ferroviari che coinvolge, tra gli altri, i fratelli Dante e Raffaele Salzillo, legati alla Areco S.r.l.. Nell’ordinanza vengono ricostruiti rapporti con alcuni pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio, sulla base delle intercettazioni raccolte dagli investigatori. Si tratta di contestazioni ancora nella fase delle indagini e che dovranno essere vagliate nelle successive sedi giudiziarie.
Uno dei passaggi riguarda Alessio De Luca, direttore del cantiere di Afragola per NACAV, che nelle conversazioni tra i Salzillo viene più volte menzionato. Il primo marzo 2024 Raffaele, parlando con Dante, afferma: «questo prende soldi da tutte le parti… tu ieri gli hai dato i soldi?». In un altro passaggio lo definisce «un mangione di soldi».
Secondo la ricostruzione contenuta nella richiesta di misure cautelari, Dante Salzillo avrebbe messo in relazione le presunte dazioni di denaro con l’interesse a favorire la Areco nella prosecuzione dei lavori.
Un altro filone delle conversazioni riguarda invece Salvatore Francesco Caruso, presidente del Consorzio NACAV, e Luciano Vermicelli. L’11 aprile 2024 i Salzillo parlano di una cena alla quale avrebbero partecipato anche Caruso e Vermicelli. Dalla documentazione bancaria gli investigatori hanno ricostruito un pagamento di 450 euro, effettuato alle 23.44 dello stesso giorno con una carta intestata a Dante Salzillo presso un ristorante di Marcianise.
Il giorno successivo Dante racconta al fratello che alla cena avrebbe partecipato anche De Luca e riferisce di aver atteso che gli altri commensali si allontanassero, fatta eccezione per Caruso, prima di consegnargli quella che nell’atto viene indicata come una “regalia”.
Nell’intercettazione Dante dice: «ho detto <questo è il pensiero di Pasqua … ve lo dovete prendere>». E, riferendo la reazione dell’interlocutore, aggiunge: «ha detto vicino a me <grazie Dante, mi raccomando>».
Nelle carte compare poi Luciano Vermicelli, destinato ad altri incarichi nell’ambito della commessa ferroviaria Verona-Padova. Il 17 maggio Raffaele Salzillo dice al fratello: «gli dobbiamo fare un bel regalo».
Il tema ritorna il 29 giugno. Dante propone: «prima che se ne va prendiamoci un pensiero a questo… Raffaele». Poco dopo precisa l’oggetto: «no ce lo prendiamo un EBERHARD e glielo diamo sul braccio».
Sono conversazioni che gli inquirenti inseriscono nel più ampio quadro accusatorio dell’inchiesta. Per gli indagati resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

