Sanità, Pineta Grande sospende i ricoveri programmati: resta il nodo dei rimborsi

CASTEL VOLTURNO. Da domani saranno sospesi i ricoveri programmati al Pineta Grande Hospital. La decisione è stata comunicata venerdì pomeriggio dalla direzione della struttura sanitaria convenzionata con il sistema sanitario regionale.

Non è ancora stato quantificato con precisione il numero complessivo dei ricoveri che saranno rinviati, ma si tratta di un volume significativo. La scelta arriva al termine di una fase di difficoltà che si trascina ormai da mesi e che già all’inizio di agosto aveva portato a una riduzione temporanea delle prestazioni del pronto soccorso.

Al centro della crisi resta il tema dei rimborsi riconosciuti dal sistema sanitario regionale, considerati non adeguati rispetto ai costi sostenuti dalla struttura e alle esigenze di un territorio in continua crescita. Il problema riguarda più in generale il sistema delle prestazioni erogate in convenzione dalle strutture private accreditate.

Domani è prevista anche una conferenza stampa dell’Aiop Campania, l’associazione che riunisce le cliniche private convenzionate, chiamata a fare il punto sulla situazione. La Regione, nelle ultime settimane, ha annunciato interventi per andare incontro alle richieste delle strutture, ma la sospensione dei ricoveri programmati mostra come il confronto non abbia ancora portato a una soluzione definitiva.

Sulla fascia domiziana cresce intanto la preoccupazione, soprattutto per i pazienti più fragili, in un territorio dove Pineta Grande rappresenta uno dei principali riferimenti sanitari e dove l’offerta pubblica resta limitata.

A luglio la Regione era già intervenuta per scongiurare il rischio di una riduzione più pesante delle attività del pronto soccorso. Ora, però, il problema torna a manifestarsi sul fronte dei ricoveri programmati.

A rendere ancora più delicata la situazione è il caso di alcuni reparti specialistici. In uno di questi, secondo quanto appreso, nel solo prossimo mese potrebbero saltare circa 30 ricoveri già programmati. Si tratta di prestazioni particolarmente specialistiche, alcune delle quali difficilmente reperibili altrove in Campania.

Per diversi pazienti potrebbe quindi rendersi necessario rivolgersi a strutture del Nord Italia, con costi sanitari potenzialmente più elevati per il sistema regionale e con ulteriori disagi per i familiari chiamati ad accompagnarli.

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