Niente musica in cella, al boss vietano pure il lettore

Marcianise. Domenico “Mimì” Belforte non potrà tenere nella propria cella il lettore cd né utilizzare supporti musicali senza limitazioni di orario. La Cassazione ha chiuso la controversia giudiziaria che riguardava il 69enne, storico esponente di vertice del clan Belforte, conosciuto anche come clan dei Mazzacane, di Marcianise e detenuto in regime di 41 bis.

La prima sezione penale della Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dal Ministero della Giustizia e dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, annullando senza rinvio i precedenti provvedimenti della magistratura di Sorveglianza di Sassari che avevano dato ragione al detenuto.

Era stato proprio Belforte a presentare reclamo. Il magistrato di Sorveglianza aveva inizialmente disposto che l’amministrazione carceraria gli permettesse di acquistare, attraverso l’impresa di mantenimento dell’istituto, un lettore cd e tre compact disc. Il dispositivo avrebbe potuto essere utilizzato nella camera di pernottamento senza particolari limiti, anche durante le ore notturne.

 

La decisione era stata successivamente confermata dal Tribunale di Sorveglianza di Sassari. Nell’ordinanza del febbraio 2026 veniva evidenziato come nel carcere fossero già 31 i detenuti autorizzati a possedere complessivamente 123 compact disc. Secondo i giudici sardi, le esigenze di sicurezza avrebbero potuto essere garantite attraverso controlli e limitazioni sul numero e sui tempi di consegna dei supporti.

Ministero e Dap hanno però impugnato il provvedimento. Tra le questioni sollevate, il peso delle verifiche necessarie per escludere eventuali manomissioni degli apparecchi elettronici e le maggiori criticità legate all’utilizzo durante la notte, quando la vigilanza all’interno dell’istituto è ridotta.

La Cassazione ha accolto questa impostazione. Per i giudici, l’amministrazione penitenziaria può impedire l’acquisto e la detenzione di lettori e supporti musicali quando i controlli necessari comportano un impiego eccessivo delle risorse disponibili.

Una linea particolarmente rigorosa nel regime del 41 bis, dove le misure di sicurezza sono finalizzate anche a impedire che dispositivi apparentemente innocui possano essere modificati o utilizzati per comunicazioni non consentite. Per Belforte, dunque, niente lettore cd nella stanza detentiva.

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