
MARCIANISE. Torna ad accendersi il confronto sulla vertenza Jabil-TMA di Marcianise. USB Lavoro Privato interviene nuovamente sulla situazione dello stabilimento e rende noto che, nell’ambito della vicenda giudiziaria nata dopo una denuncia presentata dall’imprenditore Aniello Stellato in relazione alle critiche espresse dal sindacato, sarebbe stata formulata una richiesta di archiviazione.
È lo stesso sindacato a ricostruire la vicenda in una nota diffusa nelle ultime ore, sottolineando come alla base del procedimento vi fossero le valutazioni molto critiche espresse da USB sull’operazione industriale che aveva portato TMA a subentrare a Jabil nello stabilimento di Marcianise.
«Avevamo sollevato dubbi sulla solidità del progetto, sulle prospettive delle commesse, sugli investimenti e soprattutto sulla capacità dell’operazione di garantire realmente il futuro occupazionale di tutti i lavoratori», afferma USB, che definisce quelle espresse all’epoca «valutazioni sindacali e politiche».
Il nodo del piano industriale
Il sindacato torna soprattutto sugli impegni e sulle prospettive illustrate al momento del passaggio dello stabilimento. Secondo USB, TMA era stata presentata come il soggetto in grado di rilanciare il sito produttivo attraverso nuove commesse, investimenti, crescita dei volumi e una progressiva riduzione del ricorso agli ammortizzatori sociali.
«Nell’agosto 2025 veniva annunciato che nel 2026 il ricorso alla cassa integrazione sarebbe stato drasticamente ridotto», sostiene il sindacato. USB rileva però che, a distanza di mesi, la cassa integrazione continua a essere utilizzata e chiede chiarimenti sull’attuazione del piano industriale.
Da qui una serie di interrogativi rivolti direttamente all’azienda: «Dove sono le nuove commesse? Quali investimenti sono stati effettivamente realizzati? Quali sono oggi i volumi produttivi? Quanto durerà ancora la cassa integrazione? Quando torneranno tutti i lavoratori stabilmente al lavoro?».
I licenziamenti e le contestazioni
Nella nota USB richiama anche le vicende che hanno riguardato alcuni lavoratori e propri riferimenti sindacali all’interno dello stabilimento.
Il sindacato cita i licenziamenti di Michele Madonna, Pasquale Zeno e Saverio Spena, oltre alla posizione di Anna Allero, indicata come iscritta e sostenitrice delle battaglie portate avanti dall’organizzazione.
USB riferisce inoltre di contestazioni disciplinari e sospensioni intervenute nel corso dei mesi e parla di un irrigidimento dei rapporti nei confronti dei lavoratori impegnati nell’attività sindacale. Si tratta di valutazioni e ricostruzioni formulate direttamente dall’organizzazione sindacale.
«La piena occupazione promessa non c’è, la cassa integrazione continua e del rilancio industriale annunciato restano ancora troppe cose da dimostrare», sostiene USB, chiedendo che il confronto torni sui temi della produzione, delle commesse, degli investimenti e dell’occupazione.
Il coinvolgimento del giornalista
Il sindacato dedica infine un passaggio anche al giornalista Franco Agrippa, che, secondo quanto riferito nella nota, sarebbe stato coinvolto nella stessa vicenda giudiziaria dopo aver riportato sulla stampa un comunicato di USB.
L’organizzazione esprime solidarietà al giornalista e lega l’episodio al tema della libertà di critica sindacale e di stampa.
«Le denunce non cancellano i fatti», conclude USB Lavoro Privato – Categoria Operaia dell’Industria Nazionale. «A Marcianise sono ancora i fatti industriali che aspettiamo».

