
San Prisco. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato il sequestro preventivo di circa 240mila euro disposto lo scorso luglio nei confronti della Nextoffices, società attiva nel settore informatico con sede legale a Telese Terme. Il provvedimento di dissequestro è stato notificato all’amministratrice dell’impresa, Assunta Sgueglia, residente a San Prisco e assistita dagli avvocati Sperlongano e Casapulla.
La società è coinvolta nell’inchiesta denominata “Underground Banking”, coordinata dalla Procura di Napoli. L’indagine vede complessivamente 31 persone sotto accusa, a vario titolo, per ipotesi di frode fiscale, riciclaggio ed emissione o utilizzo di fatture relative a operazioni ritenute inesistenti.
Secondo la ricostruzione investigativa, il presunto sistema sarebbe stato collegato al commercio dei metalli e avrebbe fatto ricorso a una rete di società considerate “cartiere”, cioè aziende prive di una reale operatività economica e utilizzate, secondo l’accusa, per generare documentazione fiscale fittizia e movimentare denaro.
La decisione favorevole alla Nextoffices riguarda esclusivamente la somma di 240mila euro. Il Riesame, infatti, avrebbe dichiarato inammissibili o respinto altre richieste presentate nell’ambito dello stesso procedimento e relative a sequestri per un valore complessivo di circa 21 milioni di euro.
Tra le aziende finite negli accertamenti dei finanzieri, svolti anche fuori dalla Campania, compare inoltre la Italmetal di Vitulazio, destinataria di un sequestro superiore ai 2 milioni di euro.
L’inchiesta avrebbe preso avvio da una verifica fiscale effettuata nei confronti di un parrucchiere, per poi allargarsi progressivamente a numerose società e professionisti. Nell’indagine sono stati coinvolti anche due carabinieri, uno dei quali già condannato, e un agente della Polizia municipale, tutti in servizio o residenti nell’area napoletana.
Resta ferma, per tutte le persone coinvolte, la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

