Raid nel deposito giudiziario in zona Asi, razziati gli IPhone sequestrati a Napolitano

Di 14 Settembre 2026Cronaca, Napoli Nord

Giugliano. Un’irruzione notturna ha interessato un deposito giudiziario situato nell’area Asi di Giugliano, in provincia di Napoli. Tra la merce custodita nella struttura, destinata alla vendita attraverso procedure giudiziarie, i ladri hanno puntato soprattutto sugli smartphone Apple. I telefoni erano infatti tra i beni sequestrati alla Am Distribution, società riconducibile all’imprenditore e tiktoker Angelo Napolitano, finito al centro di un’inchiesta della Guardia di Finanza per una presunta evasione fiscale milionaria. Il colpo sarebbe stato messo a segno durante la notte scorsa. Stando a quanto è emerso sono almeno sei i banditi che hanno agito a volto coperto. I criminali sono giunti sul posto con due vetture e hanno assaltato il deposito. Sono riusciti ad eludere l’intervento del custode e hanno razziato un numero considerevole di dispositivi cellulari che dovevano andare all’Asta. L’allarme ha fatto scattare l’intervento dei carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Giugliano, arrivati presso la struttura di via Circumvallazione Esterna per effettuare i primi rilievi e avviare le indagini.

Il bottino dell’incursione non è stato ancora quantificato, ma stando alle prime stime si aggirerebbe intorno a diverse migliaia di euro.

La merce era destinata alle aste giudiziarie

I prodotti presenti nel deposito facevano parte del patrimonio aziendale sottoposto a sequestro e successivamente messo a disposizione per la vendita giudiziaria. La procedura è affidata al Tribunale di Nola e prevede la cessione della merce attraverso lotti: non è quindi prevista la possibilità di acquistare singoli articoli. Sul portale dell’Istituto Vendite Giudiziarie di Napoli risultano attualmente pubblicate tre gare relative ai lotti 4, 5 e 6. Le rispettive basi d’asta oscillano tra circa 56mila e 78mila euro. Nel complesso, i tre lotti comprendono poco meno di 13mila prodotti appartenenti a numerose categorie: elettronica di consumo, telefonia, informatica, videogiochi, grandi e piccoli elettrodomestici, sistemi per la climatizzazione e altri articoli. Tra i beni presenti figurano numerosi dispositivi Apple. L’elenco comprende diversi modelli di iPhone, tra cui XR, 11, 12, 13, 14 e 16. Sono inoltre presenti iPad, Apple Pencil, AirPods e un MacBook Air.

Console, televisori e migliaia di altri prodotti

L’inventario non si limita agli smartphone. Nel materiale sottoposto a sequestro compaiono anche numerosi prodotti destinati al settore gaming, tra cui PlayStation 5, PlayStation 5 Pro, PlayStation Portal, Nintendo Switch e Switch Lite. Sono inoltre inclusi controller e un consistente quantitativo di videogiochi compatibili con PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo e Xbox. Il catalogo comprende anche televisori Smart di marchi come Samsung, LG, Akai e Xioni. Per quanto riguarda la telefonia, oltre agli iPhone risultano presenti dispositivi Samsung, Realme, Honor, Nokia e ZTE. A completare la dotazione ci sono cuffie, smartwatch, powerbank e più di mille accessori, tra cover, alimentatori, caricabatterie e auricolari. Il sequestro ha interessato anche numerosi elettrodomestici: frigoriferi, lavatrici, asciugatrici e lavasciuga, forni, condizionatori, aspirapolvere, macchine per il caffè, asciugacapelli e altri apparecchi per la casa.

Dalle indagini fiscali al sequestro dell’intero patrimonio aziendale

La vicenda giudiziaria che ha portato alla sottrazione dei beni alla disponibilità della società risale a diversi mesi fa. Nel settembre 2025 era stato disposto un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per un valore di 5,7 milioni di euro, provvedimento successivamente confermato dal Tribunale del Riesame. Nel gennaio 2026 è arrivato un ulteriore provvedimento, questa volta riguardante l’intero compendio aziendale della Am Distribution. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Guardia di Finanza, le presunte irregolarità in materia di Iva sarebbero continuate anche dopo il primo sequestro. Alla base del nuovo intervento ci sarebbe quindi la convinzione degli inquirenti che l’attività commerciale fosse stata utilizzata in maniera sistematica per ottenere profitti illeciti attraverso condotte ritenute riconducibili a reati tributari.

L’ipotesi delle vendite occultate al fisco

Secondo l’impostazione investigativa, il meccanismo contestato avrebbe riguardato soprattutto la gestione delle vendite effettuate ai consumatori privati. Le vendite al dettaglio sarebbero state formalmente trasformate in operazioni all’ingrosso attraverso l’emissione di documentazione ritenuta falsa e il coinvolgimento di società definite dagli investigatori “cartiere”, cioè imprese prive di una reale attività economica. In questo modo, secondo l’accusa, prodotti destinati alla vendita ai privati sarebbero stati fatti transitare come forniture tra aziende. Il sistema avrebbe consentito di non applicare l’Iva prevista per le vendite al dettaglio, facendo apparire le operazioni come cessioni all’ingrosso, nelle quali l’imposta non veniva applicata. È proprio all’interno di questo contesto investigativo che si inserisce il sequestro dei beni della Am Distribution e, successivamente, la loro destinazione alle aste giudiziarie. Ora il furto degli iPhone e degli altri articoli custoditi nel deposito è oggetto di una nuova indagine da parte dei carabinieri.

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!