Tav e mazzette, inchiesta si allarga: 49 indagati. Ci sono cugino e figlio del capoclan

MARCIANISE. L’inchiesta sui cantieri dell’Alta Velocità Napoli-Bari assume dimensioni molto più ampie. Dai primi nomi emersi con le perquisizioni si passa a 49 indagati complessivi, mentre la Direzione distrettuale antimafia di Napoli avrebbe avanzato richieste di arresto per 41 persone: 37 in carcere e 4 ai domiciliari. Per altre quattro persone sarebbe stato chiesto il divieto di dimora.

 

Al centro del versante camorristico della ricostruzione accusatoria ci sono soprattutto Pasquale Belforte, 48 anni, cugino dei boss Domenico e Salvatore Belforte, e Camillo Belforte, figlio di Domenico. Secondo la Dda, i due sarebbero oggi figure apicali del gruppo dei “Mazzacane”, storicamente radicato a Marcianise.

 

L’ipotesi degli investigatori è quella di una camorra interessata soprattutto agli affari e capace di inserirsi nel tessuto dell’imprenditoria apparentemente regolare. Pasquale e Camillo Belforte, secondo l’accusa, avrebbero puntato a favorire l’ingresso nelle opere della Tav di aziende considerate vicine al gruppo.

 

Il presunto punto di collegamento con il sistema imprenditoriale viene individuato dalla Procura nella Areco Srl di Dante Salzillo e Raffaele Salzillo. Ai due viene contestato il concorso esterno: avrebbero fornito, secondo la Dda, un contributo stabile al sodalizio, favorendo anche imprese riconducibili a Francesco Giacco, Franco Manno e Gianfranco Gaudiano. Dante Salzillo avrebbe inoltre manifestato disponibilità, secondo l’accusa, a intervenire sull’assegnazione e sull’esecuzione di lavori e servizi e sulle assunzioni di persone segnalate.

 

L’indagine, coordinata dal pm Henry John Woodcock e dall’aggiunto Sergio Ferrigno, nell’ambito della Procura guidata da Nicola Gratteri, è stata sviluppata dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli.

 

Le contestazioni formulate a vario titolo comprendono associazione mafiosa, concorso esterno, corruzione, trasferimento fraudolento di valori, false fatturazioni, frodi, violazioni in materia di lavoro e favoreggiamento.

 

Tra i nomi coinvolti figurano inoltre Angelo Salzillo, Giandomenico Colella, Aristodemo Busillo, Alessio De Luca, Piero Centonze, Maurizio Ferroni, Francesco Cosentino, Ali Salah Ali Abdelati, Salvatore Francesco Caruso, Alessandro Cupellini, Maurizio Di Prima, Antonio Donadio, Gianfranco Fontana, Costantino Guidubaldi, Vincenzo Moriello, Alberto Sannino, Alessandro Stabile e Domenico Di Lillo.

 

Per una parte degli indagati è previsto l’interrogatorio preventivo davanti al gip prima della decisione sulle misure cautelari. Le richieste della Dda non equivalgono dunque ad arresti già eseguiti e tutte le accuse dovranno essere sottoposte al vaglio del giudice. Gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

 

 

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