Airola, dopo il rogo interviene la Procura: sito sequestrato e indagini approfondite

AIROLA. La Procura della Repubblica di Benevento interviene ufficialmente sul vasto incendio che ha interessato l’area industriale di Airola e che ha provocato forte preoccupazione tra cittadini, associazioni e comitati del territorio.

L’Ufficio giudiziario, guidato dal procuratore Nicola D’Angelo, ha fatto sapere di aver immediatamente avviato approfondite attività investigative per accertare eventuali responsabilità penali legate al rogo.

Indagini approfondite dopo l’incendio

La Procura sottolinea di essere pienamente consapevole dell’impatto sociale e ambientale di quanto accaduto e delle apprensioni manifestate dalla popolazione nei giorni successivi all’incendio.

Le indagini sono state avviate sin dalle prime fasi e riguarderanno tutti gli aspetti necessari per ricostruire l’accaduto e verificare l’eventuale presenza di responsabilità di natura penale.

Si tratta, precisa la Procura, di accertamenti complessi, coperti dal segreto investigativo e destinati verosimilmente a richiedere tempi non brevi, anche per la necessità di acquisire riscontri tecnici e normativi.

L’area è stata posta sotto sequestro

Tra i provvedimenti già adottati figura il sequestro dell’area interessata dal rogo.

Un atto cautelare che, tuttavia, secondo quanto chiarito dalla stessa Procura, non dovrà essere interpretato come un ostacolo alle operazioni necessarie per la gestione del sito e per la messa in sicurezza.

Proprio su questo aspetto l’Ufficio giudiziario ha voluto fornire un chiarimento preciso, anche per evitare che il provvedimento possa essere considerato una causa di rallentamento degli interventi.

«Il sequestro non fermerà la messa in sicurezza»

La Procura ha infatti spiegato che la presenza del sequestro giudiziario non ritarderà le iniziative necessarie per intervenire sull’area.

La magistratura penale, nella fase investigativa e processuale, ha il compito di accertare eventuali responsabilità di carattere penale, ma non dispone del potere di ordinare direttamente l’esecuzione di opere o interventi di messa in sicurezza.

In altre parole, la Procura non può obbligare i soggetti competenti a intervenire materialmente sul sito, ma può autorizzare le attività richieste dai titolari dell’area o dagli enti eventualmente chiamati a sostituirsi ad essi.

Via libera agli interventi urgenti

La Procura chiarisce quindi che tutte le operazioni necessarie potranno essere autorizzate anche in presenza del sequestro.

L’obiettivo è evitare che le esigenze investigative possano trasformarsi in un impedimento per interventi urgenti o indifferibili e determinare ulteriori rischi per l’ambiente e per la collettività.

Da Benevento viene assicurata fin da ora la massima collaborazione nell’esame delle richieste che saranno presentate per consentire le attività sul sito.

Monitoraggio e gestione dei rifiuti

Il provvedimento giudiziario, viene precisato, non condizionerà il monitoraggio dell’area, la gestione dei rifiuti ancora presenti o le attività finalizzate alla definitiva messa in sicurezza del sito e delle zone circostanti.

Le operazioni ambientali potranno quindi procedere parallelamente agli accertamenti della magistratura.

Le indagini dovranno stabilire eventuali responsabilità, mentre sul fronte operativo resteranno competenti i soggetti e gli enti chiamati per legge a intervenire.

L’appello della Procura agli enti competenti

Nel comunicato viene infine rivolto un invito preciso ai soggetti titolati a intervenire.

La Procura auspica infatti che gli enti e i responsabili delle attività necessarie si attivino con la massima tempestività, così da affrontare e risolvere nel più breve tempo possibile le criticità ancora presenti sul territorio.

Un passaggio che assume particolare rilievo alla luce delle preoccupazioni emerse dopo il rogo e dell’attenzione che continua a concentrarsi sugli eventuali effetti ambientali dell’incendio.

Due fronti aperti dopo il rogo

Dopo l’incendio dell’area industriale di Airola restano quindi aperti due distinti fronti.

Da una parte quello giudiziario, con le indagini della Procura di Benevento finalizzate all’accertamento di eventuali responsabilità penali.

Dall’altra quello ambientale e operativo, con la necessità di proseguire il monitoraggio, gestire i materiali ancora presenti e arrivare alla completa messa in sicurezza dell’area.

Il messaggio della Procura è chiaro: il sequestro del sito non dovrà rappresentare un freno agli interventi necessari.

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!