Incendio nel deposito di rifiuti, sindaco guida la rivolta: “Valutiamo esposto in Procura”

Nube nera sulla Valle Caudina: incendio ad Airola

MONTESARCHIO – Dopo il vasto incendio divampato nell’area industriale di Airola, il sindaco di Montesarchio Carmelo Sandomenico interviene con toni duri e chiede chiarezza sulle responsabilità legate alla gestione del sito interessato dal rogo.

Il punto centrale sollevato dal primo cittadino riguarda il fatto che, secondo le informazioni disponibili, l’area fosse già sottoposta a sequestro giudiziario.

«Il sequestro non può diventare abbandono», afferma Sandomenico, che pone una serie di interrogativi destinati ora a pesare sul prosieguo della vicenda: chi aveva la custodia del sito? Chi doveva garantirne la messa in sicurezza? Chi avrebbe dovuto provvedere alla rimozione dei rifiuti? Da quanto tempo quei materiali si trovavano ancora nell’area? E perché non erano stati rimossi?

«Le istituzioni conoscevano la situazione?»

Il sindaco di Montesarchio chiede inoltre di sapere se le istituzioni competenti fossero a conoscenza delle condizioni dell’impianto e se fossero state impartite prescrizioni.

«Qualcuno aveva segnalato il pericolo rappresentato dalla permanenza di quella enorme quantità di materiale?», domanda Sandomenico.

Per il primo cittadino non si tratta di individuare frettolosamente un responsabile, ma di ricostruire con precisione quanto accaduto prima dell’incendio e verificare eventuali omissioni.

La proposta: sindaci uniti ed esposto in Procura

Sandomenico invita i sindaci dei Comuni interessati a muoversi in maniera coordinata.

L’obiettivo, spiega, dovrebbe essere quello di acquisire tutti gli atti, verificare le responsabilità nella gestione del sito e valutare la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica.

Non solo. Qualora dalle indagini dovessero emergere reati o un danno ambientale per i territori coinvolti, il sindaco ritiene che i Comuni debbano valutare anche la costituzione di parte civile.

«Non si tratta di cercare oggi un colpevole. Si tratta di pretendere la verità», sottolinea.

«Prima la salute dei cittadini, poi le responsabilità»

La presa di posizione arriva mentre gli effetti dell’incendio continuano a interessare un’area molto più vasta rispetto al solo territorio di Airola.

La nube prodotta dal rogo, spinta dalle correnti, ha infatti coinvolto diversi centri della Valle Caudina e ha raggiunto anche la vicina Valle di Suessola, con fumi e cappa segnalati tra Santa Maria a Vico, Arienzo e San Felice a Cancello e conseguenti misure precauzionali adottate dalle amministrazioni locali.

Da qui il richiamo di Sandomenico alla necessità di una risposta comune.

«Un’area sequestrata non può trasformarsi in un luogo dimenticato fino al giorno in cui accade un disastro. Prima viene la salute dei cittadini. Poi vengono le responsabilità. E su entrambe pretendiamo chiarezza».

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