
MARCIANISE. L’arresto avvenuto nelle ultime ore riporta alla ribalta il nome di Giovanni Cristiano, 56 anni, conosciuto con il soprannome di “’O Coreano”, figura già nota alle forze dell’ordine e il cui passato è stato legato dagli investigatori al clan Belforte di Marcianise.
Come già riportato, il 56enne è stato arrestato dalla Polizia di Stato dopo una perquisizione effettuata dagli agenti del Commissariato di Marcianise. All’interno di locali nella sua disponibilità sarebbero stati trovati armi, munizioni, ordigni artigianali e altro materiale esplodente. Per la pericolosità di quanto rinvenuto è stato necessario anche l’intervento degli artificieri. Al termine degli accertamenti Cristiano è stato posto agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.
Ma quello delle ultime ore non è il primo arresto nella storia giudiziaria del 56enne. Il suo nome compare infatti nelle cronache già molti anni fa.
Nel gennaio del 2008, quando aveva 37 anni, Cristiano venne arrestato dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Caserta nei pressi della stazione ferroviaria di Marcianise. All’epoca risultava destinatario di un ordine di carcerazione emesso nel dicembre precedente dalla Procura Generale di Napoli.
Secondo quanto riportato nelle cronache dell’epoca, doveva scontare nove anni di reclusione per associazione per delinquere di stampo camorristico ed estorsione, in seguito a una condanna pronunciata dalla Corte d’Appello di Napoli nel maggio 2006. Prima della cattura si era reso irreperibile e, secondo le informazioni investigative diffuse allora, si sarebbe stabilito in provincia di Grosseto, tornando occasionalmente a Marcianise.
Sempre secondo le ricostruzioni investigative dell’epoca, “’O Coreano” era ritenuto legato al clan Belforte e avrebbe avuto un ruolo nelle attività estorsive attribuite alla consorteria criminale marcianisana, con richieste di denaro che avrebbero interessato soprattutto imprenditori edili e commercianti del territorio.
Una vicenda giudiziaria ormai molto lontana nel tempo, che torna inevitabilmente d’attualità dopo il nuovo arresto. Questa volta le contestazioni riguardano la detenzione clandestina di armi, munizioni ed esplosivi: accuse sulle quali dovrà pronunciarsi l’autorità giudiziaria e per le quali vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

