
Aversa. Antonio Verde, 53 anni, coordinatore dell’isola ecologica di Grumo Nevano, si era rivolto più volte ai pronto soccorso di due ospedali a causa di forti e persistenti dolori all’addome e alla schiena. Quello che inizialmente sarebbe stato affrontato come un problema intestinale si è però rivelato un quadro ben più grave. L’uomo è morto all’ospedale Moscati di Aversa a causa di una dissezione dell’aorta addominale.
Sul decesso è stata ora aperta un’inchiesta. Dopo il funerale e la tumulazione nel cimitero consortile di Frattamaggiore, la figlia di Antonio Verde, assistita dal proprio legale, ha presentato una dettagliata denuncia ai carabinieri della stazione di Grumo Nevano, guidata dal maresciallo Gennaro d’Alesio.
Nell’esposto vengono chiamate in causa le valutazioni effettuate dai sanitari degli ospedali di Frattamaggiore e Aversa. Secondo quanto denunciato dalla famiglia, i sintomi manifestati dal 53enne non sarebbero stati interpretati tempestivamente come segnali della dissezione dell’aorta addominale che avrebbe poi provocato il decesso. Saranno naturalmente gli accertamenti disposti dalla magistratura a chiarire eventuali responsabilità.
La Procura di Napoli Nord, diretta da Domenico Airoma, aveva già disposto il sequestro delle cartelle cliniche relative ai diversi accessi nelle due strutture sanitarie. Successivamente è stata ordinata anche la riesumazione della salma.
Il corpo di Antonio Verde è stato trasferito all’obitorio dell’ospedale San Giuliano di Giugliano, dove i consulenti incaricati dalla Procura hanno effettuato l’autopsia. Terminato l’esame, la salma è stata restituita ai familiari ed è stata nuovamente sepolta nella stessa giornata. Per la famiglia si è trattato di un ulteriore momento di dolore dopo la perdita del 53enne, che avrebbe festeggiato il compleanno il 9 agosto.
Antonio Verde era molto conosciuto a Grumo Nevano, soprattutto per il lavoro svolto come coordinatore dell’isola ecologica. Era originario di Casandrino, territorio con il quale aveva continuato a mantenere rapporti molto stretti.
La vicenda aveva avuto inizio negli ultimi giorni di luglio. Verde aveva cominciato ad accusare un forte mal di schiena, accompagnato da fitte alla pancia e dolori addominali. Per questo motivo si era recato al pronto soccorso dell’ospedale di Frattamaggiore. Nonostante le cure ricevute, i disturbi erano proseguiti.
Il 53enne aveva quindi deciso di rivolgersi anche al pronto soccorso dell’ospedale di Aversa, ma i sintomi non si erano attenuati. Nei giorni successivi erano seguiti ulteriori accessi nelle strutture sanitarie di Frattamaggiore e Aversa.
La sera del 31 luglio, con il peggioramento delle condizioni, Antonio Verde era tornato ad Aversa, dove i medici avevano disposto il ricovero. Nelle ore successive il quadro clinico era precipitato rapidamente. Poco dopo le sei del mattino del primo agosto era sopraggiunto il decesso.
Adesso sarà l’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord a ricostruire nel dettaglio tutti i passaggi dell’assistenza sanitaria e a verificare se la gravità delle condizioni di Antonio Verde avrebbe potuto essere individuata prima. Un contributo decisivo arriverà dai risultati dell’autopsia, attesi entro circa sessanta giorni.

