
CASAL DI PRINCIPE. Gli interessi economici riconducibili al gruppo Schiavone avrebbero guardato anche a comparti molto distanti dai tradizionali settori d’affari della criminalità organizzata. Tra le piste emerse durante le indagini figura infatti una società impegnata nella vendita di prodotti sanitari e ortopedici, sulla quale gli investigatori hanno approfondito possibili collegamenti con Walter Schiavone, fratello di Francesco Schiavone, detto Sandokan.
La vicenda emerge dalla più ampia attività investigativa condotta dai carabinieri della Compagnia di Casal di Principe e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. L’inchiesta ha portato anche all’arresto di Pasquale Apicella, detto ‘o bellomm, storico esponente del clan che, una volta terminata una lunga detenzione, secondo gli inquirenti avrebbe ripreso i contatti con gli ambienti criminali.
Gli accertamenti hanno riguardato anche alcuni presunti affari collegati alla famiglia della moglie di Apicella, Maria Giuseppa Cantiello, e al cognato Vincenzo Cantiello, entrambi indagati per mafia.
Nel corso delle verifiche sarebbe emersa inoltre la posizione di un giovane di Casal di Principe ritenuto vicino a Ivanhoe ed Emanuele Libero Schiavone, figli di Sandokan. L’uomo avrebbe avuto rapporti d’affari con i due e avrebbe svolto una funzione di collegamento tra l’impresa operante nel settore sanitario e la famiglia di Valter Schiavone.
A fornire ulteriori elementi agli investigatori sarebbe stato il collaboratore di giustizia Vincenzo D’Angelo, detto Biscottino. Secondo le sue dichiarazioni, l’azienda sarebbe stata riconducibile a Walter Schiavone e parte delle somme generate dall’investimento sarebbe stata trasferita alla sua famiglia. D’Angelo avrebbe riferito di conoscere queste circostanze anche per legami familiari: la moglie di Schiavone è sua zia.
La ricostruzione, tuttavia, deve essere considerata con cautela. Per quanto emerso, infatti, l’ipotesi relativa alla società di prodotti sanitari e ortopedici non avrebbe prodotto specifiche contestazioni formali e resta quindi una pista investigativa da verificare.
L’inchiesta evidenzia comunque l’attenzione degli investigatori verso la possibile diversificazione degli investimenti e verso i flussi di denaro capaci di collegare attività economiche apparentemente estranee agli ambienti criminali.

