
CASALUCE/CASAPESENNA. Un terreno valutato circa un milione e 200mila euro, 150 appartamenti da realizzare e l’ipotesi di finanziare l’intera operazione attraverso la vendita degli immobili ancora prima dell’avvio della costruzione. È questo uno dei dettagli che emerge dall’inchiesta della Dda di Napoli sulla presunta nuova articolazione riconducibile alla famiglia Zagaria.
Al centro di questo capitolo dell’indagine c’è Costantino Garofalo, indicato dagli investigatori come figura di riferimento sul territorio e recentemente destinatario, insieme ad altre sette persone, di un decreto di fermo.
L’operazione immobiliare sarebbe stata affrontata durante un incontro avvenuto l’11 aprile 2024 a Fondi, all’interno di un ristorante. Garofalo era insieme ad altre persone allo stato non indagate.
È proprio durante quella riunione che sarebbe stato illustrato il possibile affare di Casaluce. Il progetto prevedeva la realizzazione di circa 150 abitazioni su un terreno dal valore stimato di 1,2 milioni. Tra le ipotesi discusse ci sarebbe stata anche quella della permuta, mentre le risorse necessarie all’intervento sarebbero potute arrivare dalla commercializzazione “sulla carta” degli appartamenti.
Per gli inquirenti, però, assume particolare importanza il ruolo attribuito a Garofalo. Il giovane di Casapesenna, secondo la lettura degli investigatori, non sarebbe stato un semplice partecipante alla riunione. Avrebbe dovuto piuttosto raccogliere informazioni, verificare la situazione sul territorio e fornire riferimenti utili per un investimento destinato a sorgere nel cuore dell’Agro aversano, area storicamente interessata dalla presenza dei Casalesi.
Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta hanno poi seguito anche i successivi rapporti tra Garofalo e Catalano. Nel settembre 2024 i due si sarebbero incontrati nuovamente a Casapesenna, discutendo anche della famiglia Capaldo e degli equilibri riguardanti le famiglie Schiavone e Bidognetti.
Il progetto dei 150 alloggi di Casaluce diventa così, nella prospettiva investigativa, uno dei passaggi utilizzati dalla Dda per ricostruire la rete di relazioni attribuita a Garofalo e i suoi contatti con soggetti esterni all’Agro aversano.
Le circostanze riportate appartengono alla ricostruzione dell’accusa e dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.

