
CURTI/PIGNATARO MAGGIORE. Proseguono gli accertamenti dei carabinieri sul tragico incidente stradale costato la vita a Vittorio Rauccio, il 50enne di Curti deceduto nella tarda serata di domenica lungo la strada statale Appia, nel territorio di Pignataro Maggiore. Con il passare delle ore emergono nuovi particolari che potrebbero avere un peso importante nella ricostruzione della dinamica e nell’inchiesta aperta sull’accaduto.
Secondo quanto emerso dalle prime verifiche svolte dai militari della Compagnia di Capua, il conducente della Fiat Panda, un 38enne residente a Pastorano, era alla guida nonostante avesse la patente sospesa e, di conseguenza, non avrebbe potuto circolare. Un elemento che ora è al vaglio degli investigatori e che si aggiunge agli accertamenti già avviati per chiarire eventuali responsabilità.
L’incidente si è verificato all’altezza del chilometro 192 dell’Appia e, stando ai primi riscontri, ha coinvolto due autovetture e la motocicletta condotta da Rauccio. L’impatto è stato violentissimo e il centauro è stato sbalzato dal mezzo. I sanitari del 118, intervenuti sul posto, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Il 38enne è invece rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale in codice giallo.
La salma del motociclista è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale di Caserta, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli eventuali accertamenti disposti dalla Procura.
La morte di Vittorio Rauccio ha profondamente colpito la comunità di Curti. Il 50enne era molto conosciuto in paese, anche per il suo impegno nell’organizzazione della tradizionale Festa di San Rocco. Persona riservata, educata e sempre disponibile, apparteneva a una famiglia molto stimata sul territorio. Lascia due figli, uno dei quali presta servizio nell’Arma dei Carabinieri.
Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la sequenza dei fatti e stabilire le responsabilità del drammatico schianto che ha spezzato la vita del 50enne.

