
Quando si parla di tumori, si pensa soprattutto alle cure. Ma una parte importante della sfida si gioca prima della diagnosi. Uno studio pubblicato su Nature Medicine il 3 febbraio 2026, condotto da ricercatori dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, stima che il 37,8% dei nuovi casi analizzati nel mondo nel 2022 fosse attribuibile a fattori modificabili: circa 7,1 milioni di diagnosi.
È un dato che apre possibilità concrete, ma va interpretato correttamente. Non significa che ogni persona possa abbassare il proprio rischio del 38%, né che chi si ammala abbia una colpa. La prevenzione riguarda anche la qualità dell’aria, la sicurezza sul lavoro e l’accesso ai servizi sanitari: condizioni che richiedono interventi collettivi.
Nell’analisi, il tabacco è il principale fattore prevenibile, seguito dalle infezioni e dall’alcol. Per chi fuma, chiedere sostegno al medico o a un centro antifumo è quindi una scelta importante. Il Codice europeo contro il cancro raccomanda inoltre di evitare le bevande alcoliche e mantenere casa e automobile libere dal fumo.
La prevenzione entra anche nella giornata ordinaria. Muoversi regolarmente, interrompere le ore trascorse seduti e gestire il peso sono indicazioni sostenute dalle evidenze. A tavola, il Codice europeo invita a dare spazio a verdure, frutta, legumi e cereali integrali, limitando la carne rossa ed evitando quella lavorata, come salumi e insaccati. Una passeggiata inserita nella routine e una spesa più consapevole sono modi pratici per cominciare.
C’è poi una prevenzione meno conosciuta: quella delle infezioni che possono favorire alcuni tumori. Le vaccinazioni contro il papillomavirus umano, HPV, e l’epatite B hanno un ruolo preciso. Verificare con il medico o il servizio vaccinale le indicazioni previste per età e situazione personale aiuta a capire quali protezioni siano appropriate.
Sentirsi bene, infine, non è un motivo per rimandare gli screening raccomandati. I programmi per mammella, colon e retto, e collo dell’utero cercano alterazioni prima dei sintomi. Possono individuare tumori iniziali e, in alcuni casi, lesioni precancerose. Per sapere quali controlli spettano e quando effettuarli, il riferimento è la propria ASL.
La prevenzione non garantisce che una malattia non arriverà. Offre però possibilità reali di ridurre il rischio. Il primo passo può essere molto concreto: fissare quel controllo rimandato o chiedere aiuto per cambiare un’abitudine difficile.

