L’offerta al boss: 20mila euro per eliminare l’ex compagna che lo aveva denunciato

GRICIGNANO D’AVERSA. Ventimila euro per eliminare l’ex compagna che lo aveva denunciato. È questa la cifra che, secondo gli investigatori, sarebbe stata messa sul tavolo per commissionare un omicidio che avrebbe dovuto consumarsi come vendetta dopo una denuncia per stalking e revenge porn. Il progetto criminale è stato però bloccato dall’intervento dei carabinieri, che hanno fermato i presunti responsabili prima che il piano venisse eseguito.

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per Andrea Autiero, storico capoclan legato ai Casalesi, e per altri quattro indagati coinvolti nell’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. L’ordinanza arriva dopo il fermo eseguito nei giorni scorsi dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il presunto mandante sarebbe Vincenzo Russo, pregiudicato di Casoria. Sarebbe stato lui ad affidare ad Andrea Autiero l’incarico di organizzare l’uccisione della sua ex compagna, offrendo un compenso di 20mila euro. La donna lo aveva denunciato in precedenza per stalking e revenge porn e, secondo l’accusa, proprio quelle denunce avrebbero fatto scattare il piano di vendetta.

Le indagini avrebbero accertato che l’organizzazione del delitto era già in una fase avanzata. Sarebbero stati individuati gli esecutori materiali e definite le modalità dell’agguato. Solo l’intervento tempestivo dei carabinieri avrebbe impedito che l’omicidio venisse portato a termine.

L’attività investigativa è maturata nell’ambito dell’inchiesta sul gruppo criminale che, secondo la Dda, si sarebbe riorganizzato dopo il ritorno in libertà di Andrea Autiero, scarcerato nel 2024 dopo aver scontato 33 anni di detenzione, di cui 28 trascorsi in regime di 41-bis.

L’operazione è stata eseguita tra Gricignano d’Aversa, storico territorio di riferimento del clan Autiero, e diversi comuni della provincia di Napoli.

L’inchiesta ha inoltre fatto emergere un altro grave episodio. Gli investigatori contestano ad Andrea Autiero e ad altri due indagati una presunta azione intimidatoria ai danni di un imprenditore e del sindaco di Gricignano d’Aversa. Secondo l’accusa, sarebbero stati esplosi colpi d’arma da fuoco contro il bar riconducibile alla famiglia dell’imprenditore e contro l’abitazione del primo cittadino, in quella che viene ricostruita come una ritorsione legata a un esposto presentato alle forze dell’ordine.

I cinque indagati, Andrea Autiero, Vincenzo Russo, Aniello De Luca, Giuliano Esposito e Giuseppe Severino, devono rispondere, a vario titolo, di tentato omicidio, pubblica intimidazione con l’uso delle armi, porto e detenzione abusiva di armi comuni da sparo, con l’aggravante del metodo mafioso. Pur non convalidando il fermo, il gip ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, disponendo per tutti la custodia cautelare in carcere.

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