Lo uccide a pugni e poi prende i beni della vittima, arrestato dopo l’orrore

 

Varcaturo. Svolta nelle indagini sull’omicidio del 62enne trovato senza vita nella propria abitazione a Varcaturo, frazione di Giugliano in Campania. I carabinieri della Compagnia di Giugliano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura, nei confronti di un 25enne, gravemente indiziato dei reati di omicidio volontario aggravato e furto aggravato.

L’arresto rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord e condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Giugliano insieme ai militari della Stazione di Varcaturo.

Le indagini hanno preso avvio dopo il rinvenimento, avvenuto lo scorso 9 aprile 2025, del corpo senza vita del 62enne all’interno della sua abitazione. La vittima fu trovata con il volto tumefatto, circostanza che spinse immediatamente gli investigatori ad approfondire la dinamica dell’accaduto.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il delitto sarebbe maturato al culmine di una lite scoppiata per futili motivi durante un’abituale frequentazione tra i due. Il giovane avrebbe prima immobilizzato la vittima, colpendola ripetutamente con violenti pugni al volto, per poi stringerle le mani intorno al collo, provocandone il decesso per arresto cardiorespiratorio.

Dopo l’aggressione, il presunto autore si sarebbe impossessato del telefono cellulare della vittima e di una modesta somma di denaro, mettendo successivamente a soqquadro l’abitazione nel tentativo di simulare un diverso scenario.

Determinanti per la ricostruzione del quadro indiziario sono stati gli accertamenti eseguiti sui sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, oltre all’analisi del traffico telefonico e telematico riconducibile ai dispositivi utilizzati dall’indagato.

Come previsto dalla legge, la Procura ricorda che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che il destinatario della misura cautelare è da ritenersi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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