
CASTEL VOLTURNO/MARCIANISE. Prosegue senza sosta l’attività di contrasto all’abusivismo edilizio e all’occupazione illecita del demanio sul litorale domizio. Su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sono stati sequestrati d’urgenza dodici immobili abusivi, ritenuti in condizioni di grave degrado e potenzialmente pericolosi anche sotto il profilo della sicurezza.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, gli edifici erano stati realizzati e mantenuti in assenza delle necessarie autorizzazioni urbanistiche, sismiche e paesaggistiche. L’operazione rientra nel più ampio piano di ripristino della legalità ambientale e urbanistica coordinato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata dal procuratore Pierpaolo Bruni, in sinergia con la Procura Generale di Napoli diretta dal procuratore Aldo Policastro.
Le attività investigative e i sequestri sono stati eseguiti dalla Guardia Costiera di Pozzuoli, con il supporto degli Uffici Marittimi di Castel Volturno e Mondragone, del Nucleo Ispettivo della Capitaneria di Porto di Napoli, della Polizia di Stato attraverso il Commissariato di Castel Volturno e della Guardia di Finanza del Gruppo Pronto Impiego di Caserta.
L’intervento rappresenta un ulteriore tassello della vasta offensiva avviata negli ultimi anni contro il degrado e l’abusivismo che interessano il litorale domizio. All’interno della Procura di Santa Maria Capua Vetere opera infatti un pool di magistrati dedicato esclusivamente alle vicende di Castel Volturno.
I numeri dell’attività investigativa confermano la portata dell’azione repressiva: negli ultimi due anni sono stati sequestrati circa 180 immobili, dei quali 45 sono già stati demoliti. Tra le strutture finite sotto sequestro figurano abitazioni private, villette, stabilimenti balneari, un cantiere nautico e anche un villaggio turistico che, secondo gli investigatori, durante il periodo estivo veniva frequentato da appartenenti alla famiglia Belforte, storico clan camorristico di Marcianise. Nel corso delle stesse operazioni sono inoltre stati sequestrati tre lidi balneari risultati gestiti da soggetti ritenuti vicini alla criminalità organizzata.
L’obiettivo della Procura resta quello di restituire legalità a un territorio da anni segnato da abusivismo edilizio, occupazioni irregolari del demanio e infiltrazioni della criminalità organizzata.

