Caso Rescigno, arriva la svolta: cambia la misura per il 40enne

CAPODRISE. Ha lasciato il carcere ed è stato sottoposto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico Michele Rescigno, il 40enne di Capodrise arrestato lo scorso 20 gennaio dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ai danni della madre.

La modifica della misura cautelare è arrivata nelle ultime ore, a seguito dell’istanza presentata dai legali dell’uomo. Rescigno, che dopo l’arresto era stato trasferito nella Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, è tornato nell’abitazione di famiglia, la stessa casa nella quale viveva insieme alla madre prima dei fatti contestati.

È stata invece la donna a lasciare l’abitazione e a trasferirsi presso la casa della figlia. Nei giorni precedenti alla decisione dell’Autorità giudiziaria, i carabinieri della stazione di Marcianise avevano effettuato gli accertamenti necessari, verificando che la madre avesse trovato la disponibilità di un domicilio alternativo e che potesse quindi essere garantita la separazione tra le due persone.

L’arresto dopo l’allarme al 112

La vicenda risale alla tarda serata del 20 gennaio 2026, quando i militari della Sezione Radiomobile e della Compagnia di Marcianise intervennero in via Kennedy in Capodrise, traversa compresa tra via Acconcia e via Santa Maria degli Angeli, dopo una richiesta di aiuto arrivata al 112.

All’interno dell’abitazione i carabinieri trovarono la donna in evidente stato di agitazione. Secondo quanto ricostruito durante le indagini, la madre sarebbe stata vittima di reiterate condotte vessatorie e minacciose da parte del figlio convivente, comportamenti che si sarebbero protratti per oltre un anno.

Nella circostanza che portò all’intervento dei militari, il 40enne avrebbe minacciato di morte la madre impugnando un grosso coltello da cucina. L’arma venne immediatamente sequestrata e repertata, per poi essere depositata presso l’Ufficio Corpi di Reato del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Durante gli accertamenti furono inoltre acquisiti alcuni contenuti video pubblicati sui social network, nei quali sarebbero state documentate le minacce rivolte alla donna. Il materiale venne posto a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Alla luce degli elementi raccolti, Rescigno fu arrestato in flagranza con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, ai sensi dell’articolo 572 del Codice penale, e condotto nel carcere sammaritano.

Gli appelli della madre sui social

Nelle ultime settimane all’arresto, la stessa madre aveva pubblicato diversi appelli sui social network, in particolare su TikTok, esprimendo preoccupazione per lo stato del figlio durante la permanenza in carcere e chiedendo a gran voce che la sua situazione venisse rivalutata.

Parallelamente, i difensori del 40enne hanno presentato l’istanza per ottenere una misura meno afflittiva. La richiesta è stata accolta e la custodia cautelare in carcere è stata sostituita con gli arresti domiciliari e il controllo attraverso il braccialetto elettronico.

Il 40enne sconterà dunque la misura nella casa di via Kennedy, mentre la madre resterà presso l’abitazione della figlia. Restano ferme le accuse contestate, che dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento. La responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata soltanto con una sentenza passata in giudicato.

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