
Dopo la tragedia di Santa Maria Capua Vetere, CGIL e FILLEA chiedono più controlli e prevenzione nei luoghi di lavoro
La morte del lavoratore di 60 anni, avvenuta nella mattinata di oggi in un cantiere di Santa Maria Capua Vetere, ha lasciato sgomenta un’intera comunità. Un uomo è uscito di casa per andare al lavoro e non vi ha più fatto ritorno. Una storia che, purtroppo, richiama alla memoria tante altre tragedie che negli ultimi anni hanno segnato il mondo del lavoro. Saranno la magistratura e gli organi competenti a chiarire quanto accaduto e ad accertare eventuali responsabilità.
Dal mondo sindacale arriva però un messaggio chiaro: la sicurezza non può essere ricordata soltanto dopo una tragedia. È questo il senso dell’intervento di CGIL Caserta e FILLEA CGIL Caserta, che chiedono maggiore prevenzione. Le organizzazioni sindacali hanno espresso vicinanza alla famiglia della vittima e sollecitano un cambio di passo immediato.
La richiesta dei sindacati: più prevenzione e controlli prima delle emergenze
Per la segretaria generale della CGIL Caserta, Sonia Oliviero, il dolore non può esaurire il dibattito. Secondo il sindacato, è indispensabile accertare fino in fondo le cause del decesso, ma allo stesso tempo occorre interrogarsi sulle condizioni nelle quali migliaia di persone lavorano ogni giorno.
L’attenzione viene rivolta anche alle temperature eccezionali che stanno interessando il territorio campano. Il caldo intenso, spiegano i sindacati, non rappresenta più un fenomeno straordinario, ma una condizione con cui imprese e lavoratori devono confrontarsi sempre più spesso.
Per questo motivo diventa necessario ripensare l’organizzazione delle attività nei cantieri e nei luoghi di lavoro all’aperto, adottando misure preventive capaci di tutelare realmente la salute dei lavoratori. Nel comunicato, inoltre, viene denunciata la progressiva riduzione del personale destinato ai controlli. Una situazione che, secondo CGIL Caserta, rischia di indebolire l’attività ispettiva proprio mentre cresce il bisogno di vigilanza sul territorio.
L’appello alle istituzioni: «La tutela della vita venga prima di tutto dopo la morte di un operaio in cantiere»
Anche la FILLEA CGIL Caserta, attraverso la segretaria generale Irene Velotti, ribadisce la necessità di interventi strutturali e non più rinviabili.
Tra le richieste avanzate figura la convocazione urgente dell’Osservatorio permanente provinciale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, istituito presso la Prefettura di Caserta. Secondo il sindacato, questo organismo dovrebbe diventare un luogo operativo di confronto tra Prefettura, ASL, Ispettorato Nazionale del Lavoro, INAIL, INPS, forze dell’ordine, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali.
L’obiettivo è costruire una rete capace di prevenire gli incidenti, programmare controlli più efficaci e condividere dati e strategie prima che si verifichino nuove tragedie.
Nel documento viene inoltre ribadita la necessità di rafforzare gli organici degli enti di vigilanza, rendere più incisive le ispezioni e applicare con rigore le misure previste durante le ondate di calore. Secondo la FILLEA, il rischio legato allo stress termico deve trovare un riconoscimento sempre più concreto nella normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro.
Le organizzazioni sindacali concludono rilanciando un principio che, dopo ogni incidente mortale, torna con forza al centro del dibattito pubblico: la vita di un lavoratore non può mai essere subordinata ai tempi della produzione o alle esigenze economiche.
Mentre proseguono gli accertamenti sulla morte dell’operaio, resta il dolore di una famiglia e di una comunità che chiedono risposte. Ma resta anche una domanda che non può essere ignorata: quante altre tragedie saranno necessarie prima che la sicurezza diventi davvero una priorità quotidiana e non soltanto un tema da affrontare dopo l’ennesimo lutto?
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