
ORTA DI ATELLA. Orta di Atella è in lutto per la scomparsa di Maurizio Orefice, storico dipendente del Comune ed ex agente della Polizia Municipale, ricordato da colleghi e cittadini come una persona disponibile, corretta e profondamente legata al proprio lavoro.
Dopo gli anni trascorsi in divisa, Orefice aveva proseguito il suo percorso professionale negli uffici comunali, dove aveva continuato a mettere la propria esperienza al servizio dell’ente e della comunità. La notizia della sua morte ha suscitato commozione tra quanti hanno avuto modo di conoscerlo e di collaborare con lui.
Il suo nome si aggiunge a quello di altri dipendenti comunali scomparsi negli anni a causa di gravi malattie. Nella segnalazione che ricorda Orefice vengono citati Teresa Villano, Carmela Fasano, Salvatore Ragossino, Salvatore Mozzillo, Elisa Lamberti, Gennaro Conte, Rosa Maisto, Maurizio Moccia e Antonio Iovinella, tutti descritti come lavoratori che hanno dedicato una parte importante della propria vita al servizio del Comune di Orta di Atella.
Il ricordo che emerge è quello di un gruppo di impiegati accomunati da uno spiccato senso del dovere e da una forte umanità. Persone che, pur operando in una macchina amministrativa spesso complessa, cercavano di dare risposte ai cittadini, aiutandosi reciprocamente e collaborando per risolvere i problemi quotidiani.
Nella testimonianza viene anche rievocato un periodo in cui tra gli uffici comunali si respirava un forte spirito di squadra, fatto di momenti di condivisione anche al di fuori dell’orario di lavoro, come cene, compleanni e ricorrenze che contribuivano a rafforzare i rapporti umani tra i dipendenti.
Il ricordo di Maurizio Orefice diventa così anche l’occasione per una riflessione sul valore del servizio pubblico. Secondo chi lo ha conosciuto, il buon funzionamento di un Comune nasce dall’impegno di tutte le figure che ne fanno parte: dagli amministratori ai dirigenti, dagli impiegati fino al personale ausiliario. Un messaggio che oggi, nel giorno dell’addio a uno storico dipendente, assume un significato ancora più profondo.

