
Caivano. La Terra dei Fuochi torna a fare i conti con una nuova emergenza ambientale. A Caivano, nella zona industriale ASI di Pascarola, una reazione chimica verificatasi nella notte all’interno di un’azienda di vernici già sottoposta a sequestro ha provocato la diffusione di miasmi irritanti e un incendio che ha coinvolto materiale plastico. Le fiamme sono state domate dai Vigili del Fuoco, mentre il Comune ha disposto una serie di misure precauzionali per proteggere la popolazione.
L’ordinanza firmata dal Sindaco prevede il blocco delle attività produttive nell’area ASI, la chiusura del cimitero e dei parchi, il divieto di svolgere attività all’aperto e la raccomandazione di utilizzare mascherine FFP2.
Una situazione che si aggiunge a quanto sta accadendo a Giugliano, dove si è verificato il terzo incendio nel giro di poche settimane all’interno del sito di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re. Il nuovo rogo si è sviluppato a circa cento metri di distanza dal precedente, riaccendendo le preoccupazioni per le conseguenze ambientali e sanitarie sul territorio.
A intervenire sulla doppia emergenza è Ciro Buonajuto, presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali, con delega alla Sicurezza, e consigliere regionale di Casa Riformista, che sottolinea la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno degli incendi e degli sversamenti illeciti.
«Sulla Terra dei Fuochi non dobbiamo e non possiamo permetterci di abbassare la guardia. La puzza dei roghi di Giugliano e delle esalazioni di Caivano si deve sentire in tutta Italia, perché questa non è una vicenda locale, ma una ferita aperta per l’intero Paese», dichiara Buonajuto.
Il consigliere regionale richiama inoltre l’attenzione sulle ripercussioni immediate che simili episodi hanno sulla vita quotidiana dei residenti, tra limitazioni alle attività e timori per la qualità dell’aria, evidenziando anche la necessità di affrontare i possibili effetti sulla salute nel lungo periodo.
«Eventi del genere incidono in maniera immediata e drammatica sulla quotidianità delle famiglie: scuole chiuse, parchi chiusi, divieto di fare sport, la paura di respirare e la sospensione delle attività. Ma ciò che deve allarmarci ancora di più sono i rischi nel lungo periodo, le conseguenze sulla salute di cui pagheremo il conto per anni se non fermiamo subito questo scempio. Come Consiglio Regionale stiamo portando avanti un lavoro rigoroso, ascoltando in Commissione tutti gli attori coinvolti, dai Prefetti alle forze dell’ordine e ai comitati cittadini. Il nostro obiettivo prioritario deve essere rafforzare la prevenzione, la vigilanza e la tutela della salute pubblica. Dobbiamo stare accanto ai cittadini perbene che combattono a mani nude contro il fenomeno, accanto ai comitati che da anni portano avanti un lavoro di prevenzione e denuncia attiva, come il comitato Kosmos, guidato dall’avvocato Raffaele Pacilio. Dobbiamo essere in grado di creare una rete, che vada dalle istituzioni alle esperienze civiche, che sia in grado di collaborare per estirpare una volta e per tutte questo fenomeno dai nostri territori», conclude Buonajuto.
L’ennesima sequenza di incendi riporta così al centro del dibattito la necessità di rafforzare i controlli, la prevenzione e il coordinamento tra istituzioni, forze dell’ordine e realtà civiche, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della Terra dei Fuochi e garantire maggiore sicurezza alle comunità coinvolte.

