Bonus benzina da 100 e 200 euro, quando arriva e per chi

Bonus benzina

NAZIONALE – Il governo sta definendo un pacchetto di interventi per contenere l’impatto dei rincari energetici sulle famiglie e sostenere la produttività delle imprese. Al centro del dibattito c’è il nuovo bonus benzina 2026, che segna un cambio di rotta rispetto al passato: al posto del taglio generalizzato delle accise, l’esecutivo punta su agevolazioni selettive rivolte a categorie specifiche di beneficiari.

Le misure allo studio si muovono su tre binari distinti: un contributo diretto alle famiglie con reddito basso, nuove leve fiscali per permettere alle aziende private di erogare buoni benzina esentasse ai dipendenti, e un credito d’imposta specifico per il comparto agricolo.

Il primo pilastro riguarda un voucher statale una tantum da 100 euro, destinato ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 20.000 euro. La particolarità della misura è la totale assenza di burocrazia: non serve presentare domanda né moduli cartacei. L’assegnazione avverrà d’ufficio, incrociando i database ministeriali con i valori reddituali già in possesso dell’INPS.

Per accelerare la distribuzione, l’esecutivo sta valutando di riutilizzare l’infrastruttura della Carta Dedicata a Te, sul modello già sperimentato nel 2024, quando le famiglie a basso reddito poterono usare il saldo della social card anche per il rifornimento dell’auto. Resta da chiarire se il contributo si fonderà con le risorse per i beni alimentari o viaggerà su un binario separato.

Il secondo asse riguarda i lavoratori del settore privato. Un emendamento al decreto “Carburanti ter”, attualmente in esame alla Commissione Finanze del Senato, prevede che i buoni benzina erogati dalle aziende non concorrano alla formazione del reddito imponibile fino a un tetto di 200 euro per lavoratore. La misura, finanziata per 10 milioni di euro tramite il FISPE, garantisce un’esenzione fiscale e contributiva totale sull’importo. Questa soglia si inserisce nel più ampio quadro dei fringe benefit aziendali, il cui limite generale può arrivare fino a 1.000 euro annui pro-capite. L’erogazione, però, non è automatica: resta subordinata alle scelte organizzative delle singole imprese.

Il terzo intervento riguarda il settore primario. Il decreto legge n. 42/2026 introduce un credito d’imposta straordinario del 20% per le imprese agrarie, calcolato sugli acquisti di benzina e gasolio effettuati a marzo 2026. A differenza del bonus per le famiglie, in questo caso la procedura prevede la compensazione fiscale tramite modello F24.

I tempi restano incerti. L’erogazione delle misure è subordinata alla conclusione del percorso di conversione del decreto in Parlamento, passaggio necessario prima che le agevolazioni possano diventare operative.

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