Estorsione al gioielliere, 4 condanne

PIGNATARO MAGGIORE. Si è concluso con quattro condanne il procedimento nato dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli su una presunta estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un gioielliere con attività commerciali tra Vitulazio e Pignataro Maggiore.

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Napoli, Maria Gabriella Iagulli, ha emesso la sentenza nei confronti degli imputati. Michele Del Core e Luigi Messuri sono stati condannati a 3 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno, mentre Lorenzo Lubrano e Pasquale Veltre dovranno scontare 3 anni di carcere. Per Lubrano e Veltre il giudice ha riconosciuto l’attenuante del risarcimento del danno. Inoltre, per tutti gli imputati è stata esclusa l’aggravante della commissione del fatto da parte di più persone riunite.

L’indagine ha preso avvio dalla denuncia presentata da un commerciante del settore orafo. Secondo l’ipotesi accusatoria, all’origine della vicenda vi sarebbe un presunto debito risalente agli anni Novanta che il padre della vittima avrebbe contratto con Giovanni Di Gaetano, noto come “Giannino ‘o Napulitan”. Il credito rivendicato sarebbe stato pari a 50mila euro e un chilogrammo d’oro. Dopo la morte del debitore, sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, le richieste di pagamento sarebbero proseguite nei confronti del figlio, attraverso continue consegne di denaro e gioielli.

La situazione si sarebbe aggravata all’inizio del 2025 quando Di Gaetano avrebbe chiesto un Rolex in oro e un bracciale con diamanti del valore complessivo di circa 30mila euro. Di fronte al rifiuto del commerciante, sarebbero entrati in scena Lorenzo Lubrano e, successivamente, Pasquale Veltre, che avrebbero tentato di convincere l’imprenditore a raggiungere un accordo con il presunto creditore. Anche questi tentativi, però, non avrebbero avuto esito.

Preoccupato per le possibili conseguenze, il gioielliere si è rivolto ai carabinieri. Le successive indagini avrebbero fatto emergere un progetto intimidatorio nei suoi confronti, che, secondo gli investigatori, avrebbe previsto anche il ricorso alle armi per costringerlo a versare altri 50mila euro e ulteriori preziosi.

L’intervento dei militari ha impedito che il piano venisse portato a termine. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati 6.600 euro in contanti nell’abitazione di Giovanni Di Gaetano. A casa di Pasquale Veltre, invece, i carabinieri hanno rinvenuto circa 17 chilogrammi di polvere da sparo, oltre a un pugnale con lama di circa 20 centimetri e un tirapugni. La sentenza del gup chiude il giudizio abbreviato nei confronti dei quattro imputati.

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