
La terza ondata di calore del 2026 sta entrando nella fase più intensa sull’Italia e su gran parte dell’Europa. La risalita di masse d’aria roventi dal Nord Africa sta infatti rafforzando un vasto anticiclone, destinato a rendere particolarmente difficile la situazione sul Mediterraneo centro-occidentale.
Il picco del caldo
Secondo le previsioni de “IlMeteo.it”, il caldo africano è già in forte espansione, ma il momento più critico deve ancora arrivare. Le temperature più elevate sono attese tra il 15 e il 18 luglio 2026, soprattutto nelle regioni meridionali e sulle isole maggiori.
Nelle aree interne del Sud, della Sicilia e della Sardegna si potranno raggiungere facilmente i 42-43°C. Proprio in Sardegna, entro venerdì, non si escludono valori record fino a 45°C nelle zone interne.
Sole e afa intensa interesseranno anche le città, con un progressivo aumento delle allerte sanitarie. Martedì 14 luglio 2026 scatterà il bollino rosso, corrispondente al massimo livello di allerta, per Brescia, Firenze, Perugia e Torino, mentre saranno undici le città contrassegnate dal bollino arancione.
La situazione peggiorerà mercoledì 15 luglio, quando le città in allerta rossa saliranno a sette. Bologna, Frosinone e Roma si aggiungeranno infatti a Brescia, Firenze, Perugia e Torino. Nella Capitale sono attesi circa 38°C, mentre a Firenze si potranno raggiungere i 39°C.
L’eccezionale riscaldamento farà salire anche lo zero termico oltre i 5.000 metri di quota.
Temporali e grandinate al Nord
Mentre il Centro-Sud resterà prevalentemente sotto il dominio del sole e dell’anticiclone, il Nord Italia sarà più esposto a improvvisi episodi di instabilità, legati al passaggio di perturbazioni sull’Europa centrale.
Già da martedì potranno svilupparsi rovesci e temporali sulle Alpi, con possibili sconfinamenti verso le pianure dell’alto Veneto. Dopo una breve tregua prevista per giovedì 16 luglio, venerdì 17 l’instabilità tornerà a intensificarsi lungo l’arco alpino.
I temporali potranno raggiungere localmente anche la Pianura Padana a nord del Po, accompagnati da possibili forti grandinate e improvvise raffiche di vento. Nonostante questi fenomeni, l’afa continuerà a essere l’elemento dominante almeno fino alla mattinata di domenica.
La possibile svolta nel weekend
Proprio nel fine settimana potrebbe arrivare l’attesa rinfrescata, in grado di rendere l’aria più respirabile. L’evoluzione non è ancora confermata in tutti i dettagli, ma i principali modelli previsionali concordano sulla possibilità di un indebolimento del muro di calore.
Le temperature potrebbero diminuire sensibilmente già da domenica al Nord, dopo il passaggio di forti temporali. Successivamente, entro l’inizio della prossima settimana, i venti di tramontana e maestrale potrebbero allontanare la calura subtropicale anche dalle regioni centrali e meridionali.
Aria più fresca dal Nord Europa
Secondo gli scenari elaborati da “IlMeteo.it”, il cambiamento sarebbe provocato dall’arrivo in quota di aria più fresca proveniente dal Nord Europa. Questa irruzione potrebbe spazzare via il caldo africano dal Mediterraneo nell’arco di circa 48 ore.
L’anticiclone non scomparirebbe improvvisamente, ma verrebbe spostato più a ovest, tra la Penisola Iberica e l’Atlantico orientale

