
Castel Volturno. Si è svolta ieri, presso il Centro di Aggregazione di Castel Volturno, la presentazione dell’Accordo di Collaborazione tra Regione Campania, Ente Riserve Naturali Regionali Foce Volturno–Costa di Licola–Lago Falciano e Comune di Castel Volturno per il recupero e la valorizzazione del potenziale tartufigeno della pineta, un progetto strategico che punta a coniugare tutela ambientale, sviluppo economico e valorizzazione delle eccellenze locali.
All’iniziativa hanno partecipato l’Assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca, il Sindaco Pasquale Marrandino, il Presidente dell’Ente Riserve Mario Grimaldi, il Colonnello Scudieri, Comandante del Reparto Biodiversità dei Carabinieri Forestali, numerose associazioni del territorio e i rappresentanti dello staff dell’Assessorato regionale. Un particolare ringraziamento è stato rivolto alla dottoressa Agnese Rinaldi, promotrice dell’iniziativa e responsabile scientifica del progetto, che ha saputo creare una preziosa rete di collaborazione tra istituzioni, enti, associazioni e soggetti privati.
«Quella che un tempo era una pineta abbandonata, devastata dagli incendi, dagli sversamenti illeciti e trasformata in una discarica a cielo aperto, oggi è il simbolo della rinascita di Castel Volturno. Il nostro obiettivo è restituire questo straordinario patrimonio alla comunità, trasformandolo in un grande bosco mediterraneo, un polmone verde fruibile da cittadini e visitatori.»
L’accordo rappresenta anche una concreta opportunità di rilancio economico. Fino a pochi anni fa, infatti, centinaia di famiglie di Castel Volturno vivevano della raccolta del pregiato tartufo bianchetto. L’obiettivo è recuperare questa tradizione, valorizzarla attraverso la ricerca e la coltivazione, fino ad arrivare al riconoscimento di una specifica identità territoriale che renda il tartufo di Castel Volturno un prodotto distintivo, capace di affermarsi sul mercato come eccellenza agroalimentare legata indissolubilmente al territorio.
«Difendere l’ambiente significa creare opportunità, lavoro e sviluppo. La rinascita della nostra pineta passa anche da qui: dalla capacità di trasformare un luogo di degrado in un modello di tutela ambientale, economia sostenibile e valorizzazione delle nostre radici.»

