
Casapesenna. La Procura della Repubblica di Napoli ha reso noti i contenuti del provvedimento cautelare che ha interessato l’inchiesta sul presunto nuovo assetto della fazione Zagaria del clan dei Casalesi, sviluppata dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, descrive una presunta riorganizzazione del sodalizio criminale attraverso il coinvolgimento di affiliati storici e di nuove leve, con l’obiettivo di rafforzare il controllo del territorio e la gestione di interessi economici illeciti.
Nell’inchiesta risultano indagati Costantino Garofalo, 29 anni, Raffaele Nobis, 60 anni, Aldo Nobis, 56 anni, Paolo Francesco Serao, 25 anni, Vincenzo Fontana, 29 anni, Gianluca Piccolo, 29 anni, oltre a Giuseppe Alfonso Piccolo, 33 anni, Valerio Mormile, 25 anni, Antonio Garofalo, 26 anni, Franco Moccia, 26 anni ed Ernesto Corvino, 45 anni.
Secondo quanto riferito dalla Procura, le indagini hanno consentito di accertare una recrudescenza delle attività delittuose, caratterizzate da un elevato livello di violenza e intimidazione. Nel provvedimento vengono richiamati gli attentati verificatisi tra febbraio e marzo, quando l’abitazione di un cittadino marocchino residente a Casapesenna fu prima raggiunta da numerosi colpi d’arma da fuoco e successivamente colpita da un ordigno esplosivo. Analoghi episodi avrebbero interessato anche due attività commerciali della zona, una pizzeria e una cornetteria.
L’attività investigativa avrebbe inoltre ricostruito presunti episodi di illecita concorrenza aggravata dal metodo mafioso nel settore delle onoranze funebri. In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria, il titolare di un’impresa funebre sarebbe stato costretto, attraverso minacce e intimidazioni, a rinunciare all’organizzazione di un funerale in favore di un’altra azienda riconducibile al clan, consegnando anche le somme ricevute dai familiari del defunto.
Le intercettazioni telefoniche e ambientali avrebbero infine documentato, sempre secondo la Procura, la disponibilità di armi ed esplosivi utilizzati come strumenti di intimidazione e di controllo del territorio, funzionali alla pianificazione delle presunte attività illecite.
La nota della Procura precisa inoltre che il Gip del Tribunale di Napoli Nord, pur non avendo convalidato il fermo, ha ritenuto sussistenti i presupposti cautelari disponendo misure cautelari nei confronti di otto indagati. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e tutti gli indagati devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

