Arte, fede e riciclo: bambini realizzano un’opera dedicata alla Madonna del Carmelo

CAPODRISE. Quando l’arte, la fede e il rispetto per l’ambiente si incontrano negli occhi dei bambini, il risultato è un messaggio autentico che arriva dritto al cuore della comunità. Si è concluso, a Capodrise, in un clima di grande festa, il percorso del laboratorio creativo estivo organizzato dai volontari del Comitato San Donato, sotto la guida di Don Giuseppe Di Bernardo, parroco della comunità.

Per tre settimane, una ventina di giovanissimi partecipanti si sono dedicati a un progetto artistico che ha unito manualità e spiritualità. Tra creazioni in plastilina, colori acrilici e perline, i bambini hanno realizzato “Le Stelle della Madonna del Carmelo”, in vista dei prossimi appuntamenti religiosi. Il punto di arrivo di questo percorso è un’imponente installazione di ben 4 metri. Con il supporto delle volontarie del Comitato di quartiere (Marcela Gigliano, Sonia Borriello, Yulia Kovalkovska e Rosalia Montebuglio) e dei giovani tutor (Emanuela e Martina Ambrosino, Emiliano Pontillo), i piccoli artisti hanno realizzato un’opera dal forte impatto visivo utilizzando solo materiali di recupero: vecchie stoffe intrecciate sapientemente su una rete di recinzione, donata da Edilizia Liciberto. L’installazione non è solo un esercizio di riciclo creativo, ma racchiude un profondo significato teologico e ambientale.

Il legame tra la Madonna del Carmelo e la natura affonda le sue radici nella storia stessa del nome: Carmelo deriva dall’ebraico Karmel, che significa “giardino”, “frutteto”. Fin dall’antichità il Monte Carmelo era noto per la sua vegetazione rigogliosa, diventando simbolo di fecondità, bellezza e della presenza benedicente di Dio. Inserendo la Vergine all’interno di questo contesto ecologico, l’opera trasforma la figura di Maria in una vera e propria custode del creato. Le stoffe riciclate e la vegetazione rappresentata non sono semplici decorazioni, ma simboleggiano la biodiversità, la rinascita e la fragilità del nostro pianeta. Per i bambini della comunità, la cura per l’ambiente si fonde così con la devozione: proteggere la natura significa proteggere e custodire il giardino di Dio.

L’installazione diventa un vero e proprio messaggio di civiltà lanciato dalle nuove generazioni agli adulti: il bisogno vitale di ritrovare un contatto quotidiano con la natura, oggi spesso sacrificato nel tessuto urbano di Capodrise. Attraverso i colori delle stoffe recuperate, i bambini esprimono un desiderio semplice ma profondo per il proprio territorio: più verde, più bello, più curato. Il frutto di questo grande impegno sarà svelato alla comunità venerdì 17 luglio 2026. L’inaugurazione dell’opera avverrà al termine della Santa Messa delle 19, sul sagrato della chiesa di Sant’Andrea Apostolo.

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