
NAZIONALE – Il Fisco cambia passo nella riscossione dei crediti. È entrato in vigore il cosiddetto pignoramento lampo, una procedura pensata per rendere più rapidi ed efficaci i recuperi delle somme dovute dai contribuenti morosi. La novità arriva con il Provvedimento n. 153611/2026 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, che dà attuazione alle disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2026.
L’obiettivo è sfruttare il patrimonio informativo già a disposizione dell’Amministrazione finanziaria per intercettare i pagamenti dovuti a imprese e professionisti con debiti fiscali, prima ancora che le somme vengano effettivamente incassate.
Il meccanismo si basa sui dati del Sistema di Interscambio (SdI), la piattaforma attraverso cui transitano tutte le fatture elettroniche emesse in Italia. Questi dati vengono messi a disposizione dell’Anagrafe Tributaria, permettendo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione di ricostruire con precisione i rapporti commerciali tra fornitori e clienti.
In pratica, il Fisco individua il cosiddetto “terzo pignorabile” – ovvero il soggetto che deve ancora effettuare un pagamento nei confronti del contribuente debitore – e interviene direttamente su quel credito, anziché agire sui conti correnti o su altri beni del debitore. Una volta incrociate le banche dati, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione notifica telematicamente un ordine di pagamento sia al contribuente moroso sia al soggetto tenuto al versamento. Da quel momento, il terzo debitore deve interrompere il pagamento al proprio fornitore e versare le somme direttamente all’Erario entro 60 giorni dalla notifica.
L’aspetto più rilevante è la rapidità: il pignoramento può essere attivato senza dover passare da un procedimento giudiziario, riducendo notevolmente i tempi di recupero rispetto al passato.
Per chi ha debiti fiscali diventa ancora più importante monitorare costantemente la propria posizione con l’Erario. I crediti commerciali verso i clienti potrebbero infatti non tradursi automaticamente in liquidità disponibile, se il pignoramento interviene prima dell’incasso delle fatture.
Sul fronte della privacy, le limitazioni introdotte dal Garante cercano di mantenere un equilibrio tra l’efficacia della riscossione e la tutela dei dati personali: il Fisco può individuare i soggetti coinvolti senza accedere ai contenuti dettagliati delle singole transazioni commerciali. La nuova procedura conferma comunque una tendenza sempre più marcata verso un modello di riscossione basato sull’incrocio automatico delle informazioni già presenti nelle banche dati dell’Amministrazione finanziaria.

