
Casapesenna. Dopo l’esecuzione delle misure cautelari disposte nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, emergono ulteriori particolari sull’indagine condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta. L’attività investigativa, che coinvolge complessivamente undici persone, ricostruisce presunte attività illecite e una serie di episodi intimidatori che sarebbero riconducibili alla fazione legata alla famiglia Zagaria.
Tra i destinatari della misura cautelare per l’ipotesi di associazione a delinquere figurano Costantino Garofalo, 29 anni, Raffaele Nobis, 60 anni, Aldo Nobis, 56 anni, Paolo Francesco Serao, 25 anni, Vincenzo Fontana, 29 anni, e Gianluca Piccolo, 29 anni. Nell’inchiesta risultano inoltre indagati, a vario titolo, Giuseppe Alfonso Piccolo, 33 anni, Valerio Mormile, 25 anni, Antonio Garofalo, 26 anni, Franco Moccia, 26 anni, ed Ernesto Corvino, 45 anni.
Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori rientrano anche i due attentati dinamitardi avvenuti nello scorso mese di febbraio. Il primo, il 19 febbraio, in via Fabozzi a Casapesenna, sarebbe maturato dopo precedenti colpi d’arma da fuoco esplosi nella stessa zona, in una vicenda collegata a un immobile acquistato all’asta da un cittadino di origine marocchina e in passato appartenuto a una persona ritenuta vicina ad ambienti criminali.
Il secondo episodio riguarda invece l’esplosione del 27 febbraio davanti alla pizzeria Nando’s, in via don Salvatore Vitale, a San Cipriano d’Aversa, un attentato rimasto finora senza una ricostruzione definitiva e oggi inserito nel quadro investigativo della Dda.
L’indagine richiama inoltre il blitz dello scorso aprile nella bisca clandestina scoperta all’interno di un appartamento del Palazzo Baronale di Casapesenna. In quell’occasione i carabinieri sequestrarono circa 45 mila euro in contanti, fiches, dadi e carte da gioco, sorprendendo 26 persone impegnate nelle scommesse.
Secondo gli investigatori, il fatto che dieci degli undici indagati siano residenti a Casapesenna e che molti siano giovani rappresenterebbe un elemento significativo nella ricostruzione di un presunto processo di riorganizzazione del gruppo criminale sul territorio.
Il provvedimento è stato emesso nella fase delle indagini preliminari e tutti gli indagati devono ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

