
L’aggiornamento
Maxi blitz contro il clan Russo-Schiavone: ecco tutti i 39 indagati e le misure cautelari
CASTEL VOLTURNO. Si arricchisce di nuovi dettagli il maxi blitz eseguito all’alba dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli contro il clan Russo-Schiavone, ritenuto una delle articolazioni più attive del clan dei Casalesi sul litorale domizio.
L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia ha portato all’esecuzione di 22 misure cautelari, mentre complessivamente sono 39 gli indagati coinvolti nell’indagine. Contestualmente è stato disposto il sequestro di 14 società, tra cui bar, un lido balneare, una piscina, una pizzeria e una sala scommesse, oltre a immobili, veicoli e altri beni per un valore stimato di oltre 2 milioni di euro. Di seguito l’elenco completo delle persone coinvolte con l’indicazione dell’anno di nascita, della città di nascita e della misura applicata.
Costantino Russo (1990), Napoli – custodia cautelare in carcere
Nohak Russo (2003), Castel Volturno – custodia cautelare in carcere
Maria Antonietta Tonziello (1968), Napoli – indagata a piede libero
Raffaele Letizia (1969), Casal di Principe – custodia cautelare in carcere
Vincenzo Galiero (1983), Napoli – custodia cautelare in carcere
Aniello Natale (1987), Aversa – custodia cautelare in carcere
Danilo Bennato (1997), Castel Volturno – indagato a piede libero
Luca Bennato (2000), Castel Volturno – obbligo di presentazione alla P.G.
Rubina Elvira Iannella (1989), Napoli – obbligo di presentazione alla P.G.
Antonio Vaccaro (1964), Napoli – custodia cautelare in carcere
Vincenzo Vaccaro (1979), Napoli – indagato a piede libero
Guglielmo D’Aniello (1984), Napoli – custodia cautelare in carcere
Antonio Gargiulo (1968), Napoli – indagato a piede libero
Edoardo Pardo (2000), Napoli – obbligo di presentazione alla P.G.
Giuseppe Mennillo (1979), Napoli – indagato a piede libero
Michele Carrozzoli (1959), Villa di Briano – custodia cautelare in carcere
Salvatore Mercadante (1989), Napoli – indagato a piede libero
Marco Riccardo (1974), Ivrea – indagato a piede libero
Ettore Lingetti (1958), Napoli – custodia cautelare in carcere
Pier Paolo Improta (1966), Napoli – indagato a piede libero
Maria Rosa Cristiano (1966), Parete – obbligo di presentazione alla P.G.
Antonio Nocera (2001), Napoli – obbligo di presentazione alla P.G.
Cesare Tavoletta (1980), Napoli – obbligo di presentazione alla P.G.
Raffaele Parascandolo (1986), Napoli – custodia cautelare in carcere
Sabrina Parascandolo (1992), Napoli – obbligo di presentazione alla P.G.
Ciro Castaldo (1970), Napoli – indagato a piede libero
Gianluigi Tonziello (1984), Napoli – obbligo di presentazione alla P.G.
Anna Natale (1996), Aversa – obbligo di presentazione alla P.G.
Raffaellina Piazza (1969), Casal di Principe – obbligo di presentazione alla P.G.
Abedin Ponari (1982), Albania – custodia cautelare in carcere
Oreste Schiavone (1993), Caserta – obbligo di presentazione alla P.G.
Rosa Capano (1990), Napoli – indagata a piede libero
Salvatore Laricchio (1990), Napoli – indagato a piede libero
Danilo D’Auria (1975), Napoli – indagato a piede libero
Fabio Fortunato (1993), Napoli – indagato a piede libero
Bonaventura Gravante (1978), Capua – indagato a piede libero
Patrizia Stabile (1969), Napoli – indagata a piede libero
Costantino Migliaccio (1978), Napoli – custodia cautelare in carcere
Antonio Siano (1972), Napoli – indagato a piede libero
L’aggiornamento
Avevano messo in piedi un giro d’affari milionario grazie ai soldi frutto dello spaccio di sostanze stupefacenti: è quanto ha scoperto la Dia di Napoli che, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea (procuratore Nicola Gratteri, aggiunto Michele De Prete), ha sgominato un’associazione a delinquere riconducibile al clan dei casalesi. Il gip ha emesso 22 misure cautelari, undici delle quali in carcere. Uno dei provvedimenti riguarda un insospettabile. Sono 16 le aziende coinvolte nel business del riciclaggio e dell’autoriciclaggio.
L’aggiornamento
CASTEL VOLTURNO/CASAL DI PRINCIPE. Si allarga il quadro dell’operazione eseguita all’alba dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli e dalla Guardia di Finanza di Caserta nei confronti del clan Russo-Schiavone, articolazione del clan dei Casalesi attiva tra Castel Volturno e l’area limitrofa.
Secondo quanto reso noto dalla Procura di Napoli, il gip ha emesso 22 ordinanze di custodia cautelare su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, autoriciclaggio, estorsione, esercizio illecito del gioco d’azzardo e, per alcuni, anche l’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.
Le indagini, coordinate dalla Dda e condotte dal Centro Operativo DIA di Napoli a partire dal 2022, hanno ricostruito l’organigramma del sodalizio criminale, individuando ai vertici i discendenti diretti di Giuseppe Russo, detto “Peppe ‘o Padrino”, storico esponente della fazione Schiavone del clan dei Casalesi e detenuto al regime di 41-bis.
Gli investigatori ritengono che il gruppo gestisse la distribuzione di denaro destinato alle famiglie dei detenuti, curasse gli interessi economici e imprenditoriali del clan e provvedesse al reinvestimento dei capitali provenienti dalle attività illecite. Sarebbero stati inoltre mantenuti i collegamenti con gli affiliati detenuti e organizzate spedizioni punitive attraverso vere e proprie “squadrette” incaricate di intimidire chi non rispettava le regole imposte dall’organizzazione, anche per il mancato pagamento di debiti di gioco.
Dalle indagini emerge inoltre che l’attuale reggente avrebbe assunto il controllo, spesso tramite prestanome, di numerose attività economiche a Castel Volturno, reinvestendo denaro illecito in bar, un lido balneare, una gelateria, una piscina con annesso bar e una sala scommesse. Proprio il settore del gioco rappresentava uno dei principali affari del gruppo, tra apparecchi da gioco illegali e raccolta di scommesse sia su circuiti autorizzati che su piattaforme clandestine. In uno dei locali destinati alle scommesse sarebbe stata inoltre costituita un’associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Contestualmente alle misure cautelari personali, la Dda ha disposto il sequestro preventivo d’urgenza di 14 società, tra cui tre bar, un lido balneare, una piscina con bar, una pizzeria e una sala scommesse, oltre a diversi immobili, box, veicoli e alla villa riconducibile al presunto reggente del clan. Il valore complessivo del patrimonio sottoposto a sequestro è stato stimato in oltre 2 milioni di euro.
La Procura ricorda che il provvedimento è stato adottato nella fase delle indagini preliminari e che tutti gli indagati devono ritenersi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
Il primo lancio
CASTEL VOLTURNO/CASAL DI PRINCIPE. Dalle prime ore di questa mattina è in corso una vasta operazione della Guardia di Finanza di Caserta che sta eseguendo un provvedimento di sequestro patrimoniale nei confronti di beni riconducibili a Costantino Russo, figlio di Giuseppe Russo, conosciuto negli ambienti criminali come “Peppe ‘o Padrin”, figura storica del clan dei Casalesi.
Le Fiamme Gialle sono entrate in azione all’alba, concentrando gli interventi soprattutto nel territorio di Castel Volturno, dove sono stati raggiunti diversi immobili e attività ritenuti nella disponibilità dell’uomo. Tra i beni interessati dal provvedimento figurerebbero anche esercizi commerciali e strutture note della zona.
Secondo quanto emerso negli anni da diverse indagini antimafia, Costantino Russo sarebbe stato indicato da alcuni collaboratori di giustizia come uno degli esponenti della nuova gestione degli interessi economici della famiglia. In particolare, i pentiti Mario Iavarazzo e Tommaso Diana avrebbero riferito di investimenti nel settore delle scommesse sportive tra Gricignano d’Aversa e l’area di Pinetamare, a Castel Volturno.
Il padre, Giuseppe Russo, è stato considerato per lungo tempo uno dei principali capi del clan dei Casalesi, strettamente legato alla fazione della famiglia Schiavone, guidata dallo storico boss Francesco Schiavone, detto Sandokan.
Al momento non è stato ancora chiarito se il provvedimento eseguito questa mattina rappresenti un nuovo sequestro disposto nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia oppure l’esecuzione definitiva di una confisca già disposta dall’autorità giudiziaria.
Ulteriori dettagli sull’operazione e sull’entità del patrimonio interessato potrebbero essere resi noti nelle prossime ore dagli investigatori.

