Casalesi, soldi delle truffe investiti nei negozi

 

Casal di Principe. Le moderne truffe informatiche e fiscali rappresenterebbero una delle principali fonti di guadagno per alcuni soggetti ritenuti vicini al clan dei Casalesi. È questa una delle piste investigative su cui stanno lavorando gli inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, impegnati a ricostruire il percorso del denaro e a verificare come i profitti illeciti possano essere stati reinvestiti nell’economia legale.

 

Secondo quanto emerge dagli atti investigativi, i sistemi fraudolenti avrebbero spaziato dalle sofisticate operazioni di “svuotaconto”, realizzate con competenze informatiche altamente specializzate, fino alle frodi fiscali basate su false fatturazioni, crediti d’imposta e assunzioni fittizie.

 

Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia

 

Tra gli elementi finiti all’attenzione della magistratura ci sono anche le dichiarazioni rese da Vincenzo D’Angelo, conosciuto come “Biscottino”, collaboratore di giustizia dal 2022 e genero dello storico boss Francesco Bidognetti.

 

Nel corso dei suoi verbali avrebbe indicato il nome di Giuseppe Del Vecchio, soprannominato “Mandarino”, già condannato in passato per reati di criminalità organizzata riconducibili al clan dei Casalesi. Secondo il racconto del pentito, Del Vecchio, pur vivendo prevalentemente tra Tenerife e Alicante, continuerebbe a mantenere contatti e interessi tra la Spagna e l’Italia.

 

Le dichiarazioni lo collocherebbero tra i soggetti che avrebbero avuto un ruolo nella gestione delle truffe telematiche insieme ad altri individui originari del Casertano.

 

I sospetti sugli investimenti nei negozi

 

Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione soprattutto sulla destinazione finale dei capitali accumulati attraverso queste presunte attività illecite. Una delle ipotesi al vaglio riguarda il reinvestimento di parte dei profitti in esercizi commerciali aperti negli ultimi tempi tra il territorio di Santa Maria Capua Vetere e quello di Marcianise.

 

Tra le attività finite sotto la lente d’ingrandimento figurerebbe anche un punto vendita specializzato nella commercializzazione di elettrodomestici.

 

Al momento gli accertamenti sono ancora in corso e mirano a verificare l’origine delle risorse economiche impiegate, oltre ad accertare eventuali collegamenti con soggetti ritenuti vicini alla fazione Schiavone del clan dei Casalesi e ad alcuni imprenditori dell’area marcianisana.

 

Va precisato che, allo stato attuale delle indagini, Giuseppe Del Vecchio non risulta formalmente indagato nel procedimento relativo all’associazione finalizzata alle truffe informatiche coordinato dalla DDA di Napoli. Gli approfondimenti investigativi proseguono per chiarire eventuali responsabilità e ricostruire il presunto circuito di riciclaggio dei proventi illeciti.

 

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