
Capodrise. Sono tornati in libertà, ma dovranno presentarsi ogni giorno al Commissariato di Marcianise. È questo l’esito dell’udienza di convalida per M.N., 19 anni, e V.R., 21 anni, i due giovani di Capodrise arrestati dalla Polizia di Stato dopo il violento episodio avvenuto tra il cimitero di Capodrise e Caserta, culminato con un inseguimento lungo diversi chilometri.
Il giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha convalidato l’arresto, disponendo però una misura cautelare meno afflittiva rispetto a quella richiesta dalla Procura. Per entrambi è stato infatti imposto l’obbligo di firma quotidiano presso il Commissariato di Marcianise, consentendo loro di lasciare gli arresti.
L’inchiesta prende le mosse da un’aggressione avvenuta nella notte tra lunedì e martedì. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tre uomini sarebbero stati avvicinati nei pressi del cimitero di Capodrise da tre giovani che avrebbero rivolto loro frasi offensive a sfondo omofobo prima di passare alle vie di fatto.
Nel corso dell’aggressione uno dei tre sarebbe stato colpito al volto con una spranga di ferro, riportando una ferita a un occhio. Quando le vittime hanno tentato di allontanarsi in auto, gli aggressori le avrebbero inseguite tra Capodrise e Caserta, urtando ripetutamente il veicolo e tentando anche di speronarlo.
Determinante si è rivelata la chiamata al numero di emergenza effettuata dal conducente dell’auto inseguita. Restando costantemente in contatto con la Sala Operativa, l’uomo ha fornito la propria posizione permettendo alle Volanti della Questura di predisporre un dispositivo di intercettazione che ha portato al blocco dell’auto degli insegirori in via Isonzo, a Caserta.
Durante la perquisizione gli agenti hanno rinvenuto alcune mazze in ferro all’interno del veicolo, successivamente sequestrate. La vittima è stata invece accompagnata in ospedale per le cure necessarie.
Nei confronti di M.N. e V.R., vengono contestati, a vario titolo, i reati di tentata rapina, lesioni personali, violenza privata e danneggiamento, con l’aggravante della finalità discriminatoria. Un terzo coinvolto, A.C., minorenne, è stato denunciato alla Procura per i Minorenni di Napoli.
Il procedimento giudiziario proseguirà il 15 settembre, data fissata dal Tribunale per la prossima udienza del processo.

