
Maddaloni. Si è concluso con un’assoluzione piena il procedimento che vedeva imputati l’ex giudice di pace di Maddaloni Alberto Di Vico, la moglie, il medico Giovanna Liguori, e l’avvocato Paolo Miranda, accusati di corruzione in atti giudiziari. Il giudice del Tribunale di Roma, al termine del processo celebrato con rito abbreviato, ha assolto tutti e tre con la formula più ampia: “perché il fatto non sussiste”.
I tre professionisti, assistiti dagli avvocati Mario Corsiero e Carlo De Stavola, erano finiti sotto inchiesta nell’ambito di un’indagine avviata dalla Procura di Roma, che ipotizzava presunte irregolarità nella gestione di alcuni procedimenti trattati quando Di Vico era in servizio come magistrato onorario presso l’Ufficio del Giudice di Pace di Maddaloni.
La sentenza mette definitivamente fine alle contestazioni formulate dagli inquirenti. Già nei mesi scorsi il Tribunale del Riesame di Roma aveva disposto l’annullamento della misura interdittiva emessa nei confronti degli indagati.
L’origine dell’inchiesta risale a una denuncia presentata dallo stesso Di Vico dopo aver ritenuto offensivi alcuni passaggi contenuti in una memoria difensiva depositata dall’avvocata Fortuna Sessa, legale della compagnia assicurativa Generali. Da quella denuncia gli investigatori ampliarono gli accertamenti, concentrandosi anche su alcune ipotesi relative all’affidamento di incarichi di consulenza alla moglie del magistrato nell’ambito di una causa civile riguardante un incidente stradale.
Le indagini, affidate al G.I.C.O. della Guardia di Finanza, portarono all’ipotesi accusatoria secondo cui il magistrato avrebbe favorito l’assegnazione di consulenze alla consorte in cambio di utilità, con compensi che, secondo la Procura, sarebbero stati in parte corrisposti senza regolare tracciabilità.
Gli imputati hanno sempre respinto ogni addebito. Con la decisione del Tribunale di Roma, tutte le accuse sono state definitivamente smentite e i tre sono stati assolti con la formula più favorevole prevista dall’ordinamento.

