
FALCIANO DEL MASSICO. Proseguono i controlli dei Carabinieri finalizzati alla tutela dei lavoratori e al rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nella serata di giovedì 25 giugno, i militari del Reparto Territoriale di Mondragone, con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (NAS) di Caserta, hanno eseguito una serie di verifiche presso esercizi commerciali nel territorio di Falciano del Massico.
Nel corso dell’attività ispettiva, i controlli hanno interessato una caffetteria situata in Corso Oriente e un esercizio commerciale di via Abate Cesare a Valle. Gli accertamenti, eseguiti congiuntamente dagli specialisti dell’Arma, hanno riguardato sia il rispetto della normativa sulla sicurezza dei lavoratori sia le condizioni igienico-sanitarie delle attività.
Per entrambe le imprese i militari hanno contestato presunte violazioni della normativa prevista in materia di lavoro. In particolare, ai rispettivi legali rappresentanti è stato contestato di non aver provveduto all’invio dei lavoratori alla visita medica preventiva e periodica prevista dal programma di sorveglianza sanitaria, oltre alla presunta carenza della formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Nel corso delle verifiche sono state inoltre rilevate irregolarità di carattere igienico-sanitario, ritenute sanabili, riguardanti le modalità di conservazione degli alimenti. Per tali violazioni è stata contestata un’ammenda pari a 3.274,83 euro per ciascuna attività.
Al termine degli accertamenti, i due legali rappresentanti sono stati deferiti in stato di libertà all’Autorità giudiziaria perchè gravemente indiziati delle ipotesi di reato contestate. L’Autorità giudiziaria e quella amministrativa sono state informate dal Nucleo Ispettorato del Lavoro e dal NAS di Caserta, che hanno operato con il supporto della Stazione Carabinieri di Falciano del Massico.
Si precisa che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che gli accertamenti saranno sottoposti al vaglio dell’Autorità giudiziaria. Le persone coinvolte devono ritenersi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

