Muore in minimoto a 10 anni, manager della Valle indagato per omicidio stradale: fissata autopsia

 

ARIENZO. Omicidio stradale. È questa l’accusa dalla quale dovrà difendersi Vincenzo Guida, 28enne professionista del settore pubblicitario originario di Arienzo, coinvolto nel tragico incidente costato la vita al piccolo Cristian Romano a Lauro. Figlio di un ingegnere forense molto accreditato e di una dipendente comunale, è un manager riconosciuto e stimato per le sue doti umane.

Trentacinque chilometri separano la provincia di Caserta dal Vallo di Lauro. Guida si trovava in trasferta di lavoro insieme ad alcuni colleghi quando, in un tornante di via Circuito, il suo destino si è incrociato con quello di Cristian Romano. Il bambino, che era ormai a soli due chilometri da casa, stava rientrando a Moschiano a bordo della sua minimoto, preceduto dall’auto del padre.

Per cause ancora in corso di accertamento, la Jeep condotta dal 28enne si è scontrata con la minimoto, scaraventando il piccolo oltre il guardrail per diversi metri. Inutili i soccorsi prestati immediatamente sia da Guida che dagli altri occupanti del veicolo. Il bambino è morto in seguito alle gravissime ferite riportate.

La Procura di Avellino ha iscritto nel registro degli indagati Vincenzo Guida, difeso dall’avvocato Alfonso Quarto del Foro di Napoli Nord. Gli esami tossicologici effettuati sul 28enne e sugli altri occupanti della Jeep hanno dato esito negativo per alcol e droga.

Tra gli indagati figura anche il padre di Cristian, Gianluca Romano, militare in servizio a Roma, accusato di concorso in omicidio stradale. Secondo la Procura, avrebbe omesso di impedire l’evento, consentendo al figlio di circolare su una pubblica strada con una minimoto non immatricolata, non omologata, priva di targa e assicurazione. Lo stesso Gianluca Romano e la moglie Mariella Terracciano sono stati comunque individuati come persone offese nel procedimento.

Questa mattina il pubblico ministero Marco Auciello conferirà l’incarico al medico legale Pietrantonio Ricci per eseguire l’autopsia sulla salma del bambino.

Sul fronte investigativo, agli atti è stata contestata a Guida l’invasione della corsia opposta dopo aver perso il controllo della Jeep. La difesa, tuttavia, ritiene prematuro formulare valutazioni in attesa degli accertamenti tecnici. Fondamentali potrebbero rivelarsi le immagini del sistema di videosorveglianza presente lungo quel tratto di strada, una delle quali avrebbe ripreso l’intera dinamica dell’incidente.

L’avvocato Alfonso Quarto ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia Romano e ha evidenziato il profondo stato di choc vissuto dal giovane manager casertano, dai suoi familiari e da tutte le persone coinvolte. Il legale ha inoltre invitato a evitare ogni forma di odio e violenza verbale, sottolineando che una tragedia di tale portata non deve trasformarsi in una “guerra legale”.

Intanto Moschiano continua a stringersi attorno alla famiglia Romano. I funerali del piccolo Cristian potrebbero essere celebrati venerdì 26 giugno, dopo l’esame autoptico.

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