
NAZIONALE – L’Italia sta attraversando la seconda ondata di calore del 2026 e il peggio deve ancora arrivare. Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, l’apice sarà raggiunto tra domenica e lunedì, quando la colonnina toccherà i 41°C tra Toscana ed Emilia. Lungo la costa ligure, la combinazione di caldo e umidità farà salire la temperatura percepita fino a 45°C. A Milano le notti non portano sollievo: le minime non scendono sotto i 25 gradi.
Il Ministero della Salute ha già diramato il bollino rosso per mercoledì in 16 città, tra cui Milano, Roma e Torino. Il ministro Orazio Schillaci ha annunciato un tavolo tecnico per giovedì, con l’obiettivo di monitorare l’emergenza e valutare le misure operative. La priorità dichiarata resta la tutela delle persone più fragili: anziani e bambini.
Chi spera che i temporali di questi giorni portino sollievo rimarrà deluso. Lo spiega lo stesso Tedici: questi rovesci non sono generati da perturbazioni atlantiche accompagnate da aria fresca, ma dall’eccesso di calore e dalla rapida saturazione del vapore acqueo nell’atmosfera. Risultato: durante i fenomeni la temperatura cala di appena uno o due gradi, mentre l’umidità sale ulteriormente, rendendo il disagio ancora più opprimente.
Finora il Mezzogiorno è rimasto quasi indenne, ma la situazione cambierà presto. Secondo Gianni Messeri, meteorologo del Consorzio Lamma, tra venerdì e sabato le temperature estreme raggiungeranno Campania, Puglia, Molise e Sardegna, mentre tra lunedì e martedì sarà il turno di Calabria e Sicilia. Anche al Sud le minime faranno fatica a scendere sotto i 20 gradi. Il motivo di questo avanzamento progressivo sta nella particolare conformazione dell’anticiclone, che preme prima sul comparto occidentale e poi si sposta verso est.
Per una svolta bisognerà aspettare i primi giorni di luglio. Le indicazioni più incoraggianti puntano al 2 e 3 luglio, con un break temporalesco in grado di rimescolare l’aria e abbassare le temperature in modo più diffuso. Nel frattempo l’anticiclone subtropicale continuerà a rinforzarsi, con i temporali confinati per lo più ai rilievi alpini e appenninici.

