Possibile chiusura dei corsi al Villaggio dei Ragazzi: “Gli studenti non possono pagare il prezzo di errori gestionali”

MADDALONI. Cresce la preoccupazione sul futuro di alcuni percorsi formativi del Villaggio dei Ragazzi. A sollevare il caso è “Maddaloni Proletaria”, che esprime forte contrarietà rispetto all’ipotesi di una possibile chiusura di corsi già avviati, evidenziando le conseguenze che una simile decisione potrebbe avere su studenti e famiglie.

Secondo il movimento, a rischiare di pagare il prezzo di difficoltà economiche, problemi gestionali e scelte amministrative accumulate nel tempo sarebbero ancora una volta i giovani, impegnati in percorsi scolastici già intrapresi.

Al centro della vicenda ci sono centinaia di ragazze e ragazzi che hanno scelto il Villaggio dei Ragazzi per la propria formazione e che ora rischiano di vivere una situazione di forte incertezza sul completamento del proprio percorso di studi.

Maddaloni Proletaria richiama inoltre l’attenzione sulle responsabilità maturate negli anni precedenti, chiedendo alle istituzioni risposte immediate e interventi concreti per tutelare il diritto allo studio.

Di seguito la dichiarazione integrale di Michele Madonna per Maddaloni Proletaria:

Maddaloni Proletaria esprime forte preoccupazione e netta contrarietà rispetto all’ipotesi di chiusura di corsi già avviati presso il Villaggio dei Ragazzi.

Ancora una volta, a pagare il prezzo di errori gestionali, difficoltà economiche e scelte amministrative accumulate nel tempo rischiano di essere gli studenti e le loro famiglie. Una prospettiva che riteniamo inaccettabile.

Parliamo di centinaia di ragazze e ragazzi che hanno scelto un percorso di studi, investendo anni della propria vita nella formazione, costruendo competenze, relazioni e aspettative professionali all’interno di una delle istituzioni scolastiche più importanti del nostro territorio. Interrompere oggi quei percorsi significa generare incertezza, disagi e danni che nessun bilancio economico potrà mai quantificare.

Allo stesso tempo, sarebbe irresponsabile ignorare le responsabilità maturate durante il precedente commissariamento. Molte delle criticità che oggi vengono utilizzate per giustificare tagli e chiusure affondano infatti le proprie radici nelle scelte compiute in quella fase. Una gestione che ha lasciato problemi irrisolti e conseguenze che oggi ricadono, ancora una volta, sugli studenti anziché su chi quelle decisioni le ha assunte.

Per questo riteniamo che la politica e le istituzioni abbiano il dovere di fornire risposte immediate e concrete alle famiglie.

Le famiglie meritano rispetto, trasparenza e certezze. Non è accettabile che apprendano della possibile cancellazione di corsi già avviati senza conoscere quale sarà il destino dei propri figli. Non è accettabile lasciare centinaia di nuclei familiari nell’angoscia e nell’incertezza. Maddaloni Proletaria chiede che venga garantita senza alcuna ambiguità la continuità dei percorsi formativi per tutti gli studenti già iscritti e frequentanti, assicurando loro la possibilità di completare il ciclo di studi intrapreso.

La scuola non può essere considerata una semplice voce di bilancio. La formazione non è un costo da ridurre quando i conti non tornano. La scuola rappresenta un investimento strategico per il futuro della comunità, per la crescita culturale, sociale ed economica del territorio e per le nuove generazioni.

È troppo facile intervenire con tagli lineari e chiusure. Molto più difficile è affrontare le cause profonde che hanno prodotto questa situazione e assumersi la responsabilità di una gestione realmente lungimirante. Per questo rivolgiamo un appello a tutte le istituzioni, ai rappresentanti politici del territorio, ai parlamentari, ai consiglieri regionali e agli amministratori locali affinché intervengano con urgenza per individuare una soluzione che tuteli gli studenti e le loro famiglie.

Oggi non servono dichiarazioni di circostanza, silenzi o scaricabarile. Servono impegni pubblici, responsabilità e atti concreti.

Il futuro di centinaia di giovani non può essere trattato come una variabile sacrificabile. Gli studenti non sono numeri. Le famiglie non sono numeri. Il diritto allo studio non può essere sacrificato per rimediare agli errori del passato. Le famiglie chiedono risposte. Le istituzioni hanno il dovere di darle.”

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!